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I consigli di Maremagnum

i consigli di MM Scelti per voi da Hilarius Moosbrugger, inevitabilmente soggettivi ma totalmente liberi da indicazioni editoriali

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testo alternativo relativo ad immagne Articoli di bibliofilia e di storia dell'editoria (autori, editori e illustratori)  tratti dalle riviste Wuz e Charta e inediti.

La posta dei lettori

testo alternativo relativo ad immagne Una stanza in cui porre domande (su titoli, autori e opere) e trovare risposte sempre pertinenti.

Il vero signore

 I 'Galatei' sono una mia passione. Non per le buone maniere - sono importanti, però un buon paio di genitori dovrebbe bastare - quanto per le notizie che trasmettono sulla storia del costume e sulle abitudini di vita. E' storia vera, anche se non parla di trattati e battaglie, spesso perfino più istruttiva di quella canonica. Dice i perchè delle azioni degli uomini, è uno specchio…continua

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Cose di Cosa Nostra

Nel diciassettesimo anniversario della strage di Capaci, invito alla lettura di questo libro la cui ossatura è composta da venti interviste della giornalista Marcelle Padovani, realizzate tra il marzo e il giugno 1991. Le operazioni “Pizza Connection”, “Iron Tower” e “Pilgrim” e poi il maxiprocesso del 1986 passeranno alla storia come esempio dell’enorme capacità di lavoro del giudice…continua

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The hunting of the Snark di Carroll

Wuz n. 7, settembre 2002 Armando Audoli The hunting of the Snark di Carroll “For the Snark was a Boojum, you see” è l’ultimo (ma anche il primo) verso di un poemetto complesso e spiazzante, che ci obbliga a cominciare dal fondo. La traccia di un percorso a ritroso proviene dall’autore stesso, dalla rievocazione di un pomeriggio virtualmente qualsiasi (quello del 18 luglio 1874), trascorso nella casa paterna a Guildford, nel Surrey: “Stavo facendo una passeggiata in collina, solo, quando all’improvviso mi venne in mente un verso di poesia – un unico verso – ‘Perché lo Snark era un Boojum, capite?’. Non sapevo cosa significasse allora: non so cosa significhi adesso; ma lo annotai: e qualche tempo dopo mi venne il resto della strofa, con quel verso tenuto per ultimo: e così, per gradi, in certi strani momenti dell’anno seguente o poco oltre, il resto del poema andò prendendo forma, con quella strofa tenuta per ultima” (L. Carroll, Alice on the Stage, in “The Theatre”, aprile 1887). Già il processo compositivo – alogico, invertito e quasi passivo – è sorprendentemente insolito, non lontano da certi sperimentalismi d’avanguardia,…continua