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Decisione della Gran Corte speciale di Napoli nella causa degli avvenimenti politici del 15 maggio 1848.

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Note Bibliografiche

8°gr., pp.215 - 1 b. Ottima mz. pelle verde recente con angoli, nerv. e tit. oro al dor., conserva la br. ed., la cop. anter. è incollata al marg. interno bianco del front. Lievi fioriture. Temendo di perdere il regno di Napoli, come aveva perso la Sicilia, nel gennaio 1848, Ferdinando II concesse la costituzione. Il 13 maggio si riunì il parlamento e si diffuse la notizia che il re stava preparando un colpo di stato: il 14 maggio apparvero le pirme barricate nel centro di Napoli e il 15 cominciò la battaglia, ma in poche ore la rivolta fu domata e i ribelli furono arrestati.. La Gran Corte speciale di Napoli processò 37 imputati, tra cui Silvio Spaventa, Giuseppe Dardano, Saverio Barbarisi, Giuseppe Pica, Girolamo de Grazia, Luigi e Emmanuele Leanza, Girolamo e Luigi Palumbo. La maggior parte degli imputati erano accusati di "cospirazione contro la sicurezza interna dello stato nel fine di distruggere e cambiar l'attuale forma governativa ed eccitare i sudditi e gli abitanti del regno a armarsi contro l'autorità reale, non che di aver con effetto eccitata la guerra civile fra gli abitanti della stessa popolazione, reati consumati nella capitale il 15 maggio 1848"; Silvio Spaventa e Pietro Leopardi erano accusati anche di averr attentato alla "integrità del reame col progetto di separare e rendere indipendente da questi reali domini la Sicilia... di detenzione d'armi vietate... e... asportazione di dette armi.." e Giuseppe Dardano e Giovann de Stefano di essere "capi e diret - tori... al fine di cospirare contro la sicrezza dello stao..."(pp.6 - 7). Di grande interesse sono le registrazioni delle testimonianze e la ricostruzione dei fatti, con osservazioni e giudizi.

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