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Libri Antichi | Gastronomia Storia Ricette

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3541
Scheda: 82446786
Autore: PUDDU P. Prezzo: 18.00
Soggetto: GASTRONOMIA - STORIA - RICETTE
Tipologia: Libri Antichi
Libreria: ATESA | Ultime Novità
Valutazione libreria:
Descrizione: In 8 (17x24), pagine 144, illustrato, brossura. "Quinto quarto" indica le interiora o frattaglie e le parti meno nobili, come la testa, la coda e le zampe, dei bovini, degli ovini e dei suini. Rientrano nel termine anche le rigaglie dei volatili selvatici e da cortile. L'abitudine di cibarsi di frattaglie risale alla preistoria. Esistono testimonianze sull'uso delle frattaglie da parte degli Etruschi che prediligevano il cuore di vitello ed il fegato d'oca ingrassata con i fichi, tramandato poi ai Romani vincitori. Oltre al fegato grasso compaiono altre stravaganti preparazioni di frattaglie anche nel ricettario del piu' grande gastronomo della romanita', Marco Gaio Apicio. L'amore per questo cibo ha poi percorso l'arco dei tempi, dal Medioevo al Rinascimento, fino alla cucina moderna di Escoffier e di Artusi. Cosi' in questo volume storico-alimentare viene ricostruita la curiosa e piacevole avventura gastronomica del "quinto quarto", che abbraccia tutto il percorso dell'utilizzo delle frattaglie da parte dell'uomo attraverso le civilta', le fasi storiche, i luoghi, gli aspetti di costume ed i grandi ricettari antichi e moderni. Si tratta dunque di un'opera di ampio respiro, dinamica, che viene a colmare una lacuna nel panorama della storia alimentare su un tipo di cibo, quale le frattaglie e rigaglie, in genere dimenticato.

3534
Scheda: 82446767
Autore: RICCIO R. Prezzo: 14.50
Soggetto: GASTRONOMIA - STORIA - RICETTE
Tipologia: Libri Antichi
Libreria: ATESA | Ultime Novità
Valutazione libreria:
Descrizione: In 8 (17x24), pagine 112, numerose illustrazioni n.t., brossura. "Dimmi cio' che mangi e ti diro' chi sei" recita uno degli aforismi di Brillat Savarin, autore della Fisiologia del gusto. Questa massima puo' servire anche per illustrare la cucina e la gastronomia del Settecento e dell'Ottocento napoletano e per analizzare la societa' del tempo, la corte e la vita privata dei Borboni, al di la' delle maschere imposte loro da una ricerca storica spesso di parte e poco generosa. Per quasi tutti i viaggiatori che visitarono Napoli nel secolo dei Lumi e nell'Ottocento, la cultura del cibo e la particolarita' dei prodotti agricoli erano alcuni degli elementi che rendevano maggiormente piacevole e particolare la permanenza nel Regno delle due Sicilie. La cucina, quindi, era uno degli ingredienti che sottolineava e dilatava l'insieme di queste impressioni. I sorbetti, i gelati, i dolci napoletani e siciliani non avevano rivali in Italia ed in Europa, e Careme, uno dei padri della gastronomia dell'Ottocento incluse la capitale partenopea nel suo viaggio di studio in Italia, intrapreso per conoscere ed appropriarsi dei segreti della cucina italiana. L'avventura della cucina borbonica merita quindi di essere ripresa in esame ed in questo libro la si e' fatta rivivere. Le ricette descritte in questo volume, che riguardano sia l'epoca di Ferdinando I e Maria Carolina, quindi l'epoca del massimo fulgore di Caserta, che il periodo successivo di Ferdinando II, sono state tutte sperimentate e sono quindi facilmente eseguibili da tutti gli appassionati di cucina.

3533
Scheda: 82446491
Autore: ROMPINI O. Prezzo: 18.60
Soggetto: GASTRONOMIA - STORIA - RICETTE
Tipologia: Libri Antichi
Libreria: ATESA | Ultime Novità
Valutazione libreria:
Descrizione: In 8 (14,5x20,5), pagine 192, 22 illustrazioni n.t., brossura La convinzione che vi siano alimenti e sostanze che influiscono positivamente sugli stimoli e sulle prestazioni sessuali e' vecchia quanto il mondo, ma una vera e propria "cucina afrodisiaca" nascera' solo nella seconda meta' del Seicento, quando si comincera' a dar peso, oltre che alle materie prime, alle preparazioni. "La cucina dell'amore", che e' datata 1926, e' un piccolo grande classico del genere. Il volume e' un amabile ricettario di cucina "lussuosa" e tardo-decadente, sensuale e raffinata, ed i suoi piatti sono ancora oggi realizzabili e grati al palato. Un libro che non e' solo una proposta gastronomica, ma che presenta anche un modello di vita, quella del maliardo, del dandy, del viveur colto e gaudente.