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NAPOLI Gennaro [Napoli 1881-1943] Compositore.

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  • Thème
  • Gennaro Napoli, Teatro, Musica

Description

Cartolina autografa firmata datata ’24-9-1906'. Non viaggiata. Napoli, Tip. R. Calace, cm 9×14. Insignificanti tracce d’uso agli angoli, bruniture marginali. Al verso annotazione datata “Napoli 19-9-1948”. Timbr. d’appartenenza. Rara. Gennaro Napoli, musicista e pedagogista di spicco, figura di riferimento nella scuola napoletana del primo Novecento. «…Il caro indimenticabile Gennarino, fotografato da Pilade Cini a via Roma, di fronte il Ponte di Tappia. L’ingrandimento di questa foto fu esposto dallo stesso fotografo nella vetrina a fronte di strada per oltre un anno. Epoca: 1902 press’a poco». La fotografia citata nella didascalia sopradescritta, datata 19-9-1948, è nella disponibilità dell’Archivio Ricordi. Gennaro Napoli [Napoli 1881-1943]. Compositore didatta, studiò al prestigioso Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, sotto la guida dei maestri Camillo de Nardis e Nicola D’Arienzo, diplomandosi in composizione nel 1903. Vinse nel 1906 il “Pensionato artistico nazionale” con la cantata Armida abbandonata (su versi di Apostolo Zeno) e nel 1907 il concorso “Bellini” con la cantata Il convegno degli spiriti per soli, coro e orchestra (testo di Giovanni Prati). La sua produzione prima della Grande Guerra fu molto variegata: comprende pezzi pianistici , canzoni dialettali, liriche da camera (anche su testi francesi come Lamartine e Musset), ma soprattutto musica sinfonica e corale. Fra le sue composizioni sinfoniche e orchestrali più significative: una Sinfonia in Re minore (1904), la suite sinfonica In montagna (1906), il poema sinfonico-corale Il sole risorto (1909), nonché musica di scena per il dramma Sogno d’un tramonto d’autunno di Gabriele d’Annunzio (1911). La suite Scene infantili — composta per piccola orchestra — venne presentata a Napoli nel 1926 sotto la direzione di F. M. Napolitano e rappresenta un esempio della sua capacità di evocare con musica “momenti della vita fanciullesca” con “spirito, garbo e colore”. Fu un musicista completo e versatile, capace di spaziare fra generi diversi — pianistica, musica da camera, corale, sinfonica, teatro musicale — e con una sensibilità sia per il “popolare” (canzoni dialettali) sia per la tradizione colta europea (liriche, sinfonie, musica corale). Dall’1912 insegnò armonia al Liceo Musicale di Napoli; dal 1916 divenne docente di composizione al Conservatorio di San Pietro a Majella. Dal 1926 fu vice-direttore del Conservatorio; per molti anni svolse un ruolo di primo piano nella formazione di generazioni di musicisti napoletani. La sua fama di didatta — secondo la critica — lo avvicina a grandi maestri europei (viene citato, in certi confronti, al pari di altri autorevoli insegnanti). Scrisse anche testi teorico-pratici che ebbero ampia diffusione nei conservatori italiani: trattati come Bassi imitati e fugati (1915) e Elementi fondamentali di armonia (1938) che furono utilizzati per l’insegnamento dell’armonia e contrappunto. Non fu solo un “compositore attivo”, ma anche un punto di riferimento importante come docente e pedagogista musicale. Suo figlio Jacopo [Napoli 1911-Ascea 1994] ffigura attiva nella vita musicale italiana del secondo Novecento, fu direttore del Conservatorio di Napoli, del Conservatorio di Milano e (in seguito) del Conservatorio di Roma. Bibl. C. Schmidl, Dizionario universale dei musicisti, II, Milano 1938, p. 390

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