Antologia di Spoon River. A cura di Fernanda Pivano [SOVRACOPERTA NELLA PRIMA TIRATURA]
Antologia di Spoon River. A cura di Fernanda Pivano [SOVRACOPERTA NELLA PRIMA TIRATURA]
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Détails
- Année
- 1943
- Lieu d'édition
- Torino,
- Auteur
- Masters, Edgar Lee (Traduzione Di Fernanda Pivano)
- Pages
- pp. XII 154 [2].
- Série
- collana «Universale» 13,
- Éditeurs
- Giulio Einaudi Editore (stampa: Satet),
- Format
- in 16°,
- Edition
- Prima edizione italiana con sovracoperta nella prima tiratura.
- Thème
- Poesia Straniera del '900Poesia Italiana del '900
- Description
- brossura editoriale con disegno impresso in oro al piatto anteriore, sovracoperta verde chiaro stampata in bianco e nero e illustrata da vignetta al piatto anteriore firmata «M» (Francesco Menzio),
- Premiére Edition
- True
Description
LIBROPrima edizione italiana con sovracoperta nella prima tiratura.Normale brunitura alle carte per il resto ottimo esemplare completo della sovracoperta nella prima tiratura (leggere abrasioni perimetrali; numeri scritti a penna al lato interno del risvolto posteriore della stessa). Firme di possesso alla prima e all’ultima carta.Prima, storica edizione italiana – e prima edizione straniera tout court – del capolavoro di Edgard Lee Master, indissolubilmente legata ai nomi di Fernanda Pivano e Cesare Pavese. Fu infatti il grande poeta e scrittore piemontese a far conoscere alla futura Signora della letteratura americana contemporanea in Italia una copia di quel libro tanto amato, da lui letto per la prima volta nel 1930 mentre ultimava la tesi dedicata a Walt Whitman. Rapita a sua volta dalla «Spoon River Anthology», la Pivano prese da subito a tradurre alcune delle poesie in versi liberi della raccolta. Un lavoro dapprima privato e poi finalizzato alla pubblicazione per Einaudi, grazie alla ferma e determinante volontà di Pavese, che della casa editrice torinese era al tempo figura fondamentale. Centoquarantatré (rispetto alle duecentoquarantraquattro dell’edizione originale definitiva) le epigrafi contenute in questa prima versione licenziata il 9 marzo 1943 come tredicesimo volume della collana «Universale», seguita il 30 aprile 1945 da una seconda edizione e nel 1947 dall’edizione finalmente integrale dell’opera. Aperta dalle pagine introduttive scritte dalla stessa Pivano prima della celebre «La collina», il volumetto fatalmente stampato su carta povera in quei mesi di guerra reca al piatto anteriore l’incisivo disegno al tratto di Francesco Menzio (autore, tra le molte, anche della copertina degli «Ossi» montaliani), ripetuto anche alla sovracoperta. Potente e spettrale, quell’immagine che vedeva in basso a sinistra una statua cimiteriale femminile con il seno scoperto non piacque alla censura di regime – che pure aveva concesso la pubblicazione grazie al giudizio favorevole di Emilio Cecchi (cfr. L. Ballerini, «La coppia Pivano-Pavese: le origini della fortuna di “Spoon River” in Italia», in «Antologia di Spoon River. Nuova edizione commentata», Mondadori, 2022) – tanto da portare a un momentaneo sequestro delle copie messe in commercio. Si spiega forse così, alla luce di questo intervento del Minculpop mentre si avvicinavano l’occupazione nazifascista della sede torinese e il commissariamento della gloriosa casa editrice, la diffusione di alcuni esemplari della prima edizione con una variante di sovracoperta priva del disegno di Menzio, del tutto simile a quelle approntate per alcune uscite dell’«Universale» (a partire da «Il sogno e la vita» di de Nerval, numero 29, 3 luglio 1943. Di colore verde, al piatto anteriore la nuova sovracoperta riporta soltanto, oltre ai titoli, l’iconico struzzo einaudiano e la semplice indicazione «Giulio Einaudi – Editore – Torino», mentre a quello posteriore il prezzo diventa «Lire sedici nette» in luogo dell’iniziale «Lire dodici nette». L’elenco dei titoli della collana diretta da Carlo Muscetta permette di collocare questa nuova emissione tra l’inverno del 1943 e i primi mesi del 1944. In luogo dei ventisei volumi presenti nella prima sovracoperta, se ne trovano qui quaranta, arrivando fino a «L’anno della fame» di Caterina Percoto. Benché ufficialmente edito nel 1945, il libro della scrittrice e poetessa friulana venne preceduto da «Racconti e favole» di Stevenson (19 novembre 1943) e seguito da «I canti di Maldoror» di Lautreamont, la cui data di fine stampa è il 7 settembre 1944.