Appia 2. Atlante internazionale d’arte nuova
Appia 2. Atlante internazionale d’arte nuova
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Détails
- Année
- 1960
- Lieu d'édition
- Roma - Parigi,
- Auteur
- Villa, Emilio - Delloye, Charles (Direttori)
- Pages
- pp. [48] stampate in bianco e nero e interamente illustrate.
- Éditeurs
- s. n. (Tipografia - Legatoria “Tiferno” - Città di Castello),
- Format
- in 4° (325 x 342 mm,)
- Edition
- Edizione originale.
- Description
- brossura bianca stampata a colori al solo piatto superiore con la riproduzione di una tela di Giulio Turcato,
- Premiére Edition
- True
Description
PERIODICOEdizione originale.Strappetti perimetrali e abrasioni al dorso della brossura, per il resto più che buon esemplare.Rarissima rivista d’arte disegnata (con sorprendente grafica d’avanguardia) e diretta da Emilio Villa, ne uscirono solo due fascicoli, il primo con data 28 luglio 1959 e il secondo — qui descritto — cinque mesi dopo, al principio del 1960, in un’edizione Roma-Parigi condiretta con Charles Delloye. Editore fu la galleria Appia antica, aperta nel 1957 a Roma al civico 20 dell’omonima via da Liana Sisti e diretta appunto da Villa nei tre anni successivi, fino a tutto il 1959 — straordinario laboratorio che fece da sponda romana alle avanguardie degli anni sessanta: «Gli spazi della galleria e le pagine della rivista hanno costituito un terreno favorevole per guardare sotto una luce più autentica artisti ormai affermati, come Alberto Burri, Toti Scialoja e Giulio Turcato, e la loro riflessione sull’opera d’arte e la sua materia come oggetto. Sono state inoltre una vetrina autorevole per presentare le ricerche della più giovane generazione di autori (Schifano, Manzoni, Rotella, Lo Savio e Mauri) che agivano un recupero tutto italiano delle avanguardie» (si cita dalla presentazione del catalogo «Un Atlante di Arte Nuova. Emilio Villa e l’Appia Antica», cat. della mostra Electa 2021). -- Con questo secondo e ultimo numero del gennaio 1960 il neonato periodico variò il proprio nome in «Appia: Atlante Internazionale d’arte nuova», manifestando in tal modo l’affrancamento dalla galleria, che nel frattempo aveva cessato l’attività, e l’apertura a uno scenario artistico ancor più ampio: Giulio Turcato, Toti Sialoja, Edgardo Mannucci, Wilem De Koonig, Mimmo Rotella, Amerigo Tot, Gea Panter, Mario Schifano (accompagnato dalla «Letter to Young Painter Mario Schifano» dello scrittore William Demby), Bruno Caraceni, Fabio Mauri, André Bloc, Il saggio di Mario Diacono su «Spazio ed esistenza nella pittura americana» (opere di Tobey, Guston e Pollock), Mark Rothko (saggi di Emilio Villa e Gabriella Drudi), Hans Hartung, David Smith, «Dada coriphée a New York» dello stesso Villa, il focus sui napoletani di «Documento Sud».Bibl. Maffei & Peterlini, Riviste d’arte d’avanguardia, pp. 61-62; Giustozzi, Un Atlante di Arte Nuova: Emilio Villa e l’Appia Antica (cat. della mostra 2021); Gastaldon, Emilio Villa e l'esperienza di “Appia Antica”, in: Studi di Memofonte 13 (dicembre 2014), pp. 245-261