BACCHYLIDES BACCHYLIDIS CARMINA CUM FRAGMENTIS.
BACCHYLIDES BACCHYLIDIS CARMINA CUM FRAGMENTIS.
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Détails
- Année
- 1952
- Lieu d'édition
- Lipsiae
- Auteur
- Bacchylides
- Éditeurs
- Teubner
- Thème
- LETTERATURA, CLASSICI GRECI
- Langues
- Italien
Description
Post Fridericum Blass et Guilelmum Suess. Sextum edidit Bruno Snell. Un volume di 54-142 pagine. Cartonato editoriale, nella collana Bibliotheca Scriptorum graecorum et romanorum Teubneriana. Ottime condizioni. - Bacchilide nacque nel 520 a.C. nell'isola di Ceo come Simonide, di cui fu nipote e allievo. Contemporaneo di Pindaro, con cui fu spesso in diretta competizione, si trasferì, seguendo gli incarichi dei committenti pubblici e privati, dall'isola nativa ad Atene e poi a Siracusa, alla corte del potente Gerone. Verso la fine della vita, fu esiliato (ma non se ne conoscono le ragioni) nel Peloponneso. Morì nel 450 a.C. Circa. I filologi alessandrini ordinarono l'opera di Bacchilide in 9 libri (6 di carmi legati al culto degli dei e 3 di carmi profani) andati tutti perduti, ad eccezione di pochi frammenti sparsi. Papiri scoperti alla fine dell'Ottocento hanno restituito 14 epinici e 6 ditirambi. Tra i più notevoli, l'Epinicio III (con la vicenda di Creso), l'Epinicio V (con il mito di Meleagro), entrambi in onore di Gerone. Tra i ditirambi (così detti, anche se privi di ogni elemento dionisiaco), il 17 e il 18 sono ispirati alla saga di Teseo e il 18 è interamente dialogico. (Sapere)