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Carta Reale di S.M. che approva l'adeguamento tra il regio fisco di Sardegna, e la duchessa di Benavente, e Gandia per le signorie, e incontrade di Monteacuto, Anglona, Marguini, o sia Macomer, e la villa di Osilo, e Coquinas, situate nel regno di Sardegna, ridotto in instrumento li 24 luglio 1767. 

Livres anciens et modernes
Sardegna - 
Torino, Stamperia Reale, 1777,, 1777
950,00 €
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Détails

  • Année
  • 1777
  • Auteur
  • Sardegna - 
  • Éditeurs
  • Torino, Stamperia Reale, 1777,
  • Thème
  • Libri Antichi
  • Etat de conservation
  • En bonne condition
  • Reliure
  • Couverture rigide
  • Condition
  • Ancien

Description

>in-4, pp. (4), 131, legatura coeva in pelle, lungo titolo, fregi e 5 fiori in oro al dorso, i piatti adorni di bordura e fregi floreali agli angoli (stanca, due porzioni di pelle abrase agli angoli, difetti restaurabili alla cuffia superiore). In antiporta grandi armi incise dei Tellez Giron, dopo il frontesp. una bella incisione con paesaggio e due iniziali incise; titolo ripetuto in spagnolo, testo bilingue su 2 colonne fino a p.102; segue in latino il regio diploma (con testata allegorica e capolettera incisi) che conferma il ducato di Monteacuto, il principato di Anglona, il marchesato di Marguini. Il volume comprende gli accordi con i quali nel 1767 Carlo Emanuele III restituì la zona di Macomer agli eredi di Pietro Tellez Giron: di particolare interesse sono le disposizioni relative agli allevamenti di cavalli nella tanca di Padrumannu, l'introduzione di pecore di Spagna a migliorare la razza sarda, l'innesto degli ulivi e la introduzione dei moderni sistemi di estrarre l'olio della miglior qualità. La razza equina doveva essere mantenuta mediante l'introduzione di stalloni «che si convengono alle cavalle di Sardegna, come sarebbero quelli di Barberia, Danimarca, o altri d'indole ugualmente generosa e vivace». In seguito a questo accordo Padrumannu divenne uno dei più importanti centri equini del XIX secolo; ceduto dal demanio al costruttore delle Ferrovie Reali Sarde, Benjamin Percy, divenne, oltre che impresa zootecnica all'avanguardia, una tenuta ideale per la caccia alla volpe. I Piercy vi portarono una muta di cani ''fox-hunt'' e nel marzo di ogni anno organizzavano corse di stipple-chasing e piane in un campo con tribune. Documento di grande rarità e notevole interesse per l'economia sarda. Esemplare con qualche alone d'umido. Ciasca 3283.

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