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Civiltà delle macchine

Livres anciens et modernes
Civiltà Delle Macchine (Sinisgalli, Leonardo (Diretta Da), Poi: D’Arcais, Francesco Flores )
Finmeccanica (poi: Edindustria),, 1954-1978
600,00 €
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Détails

  • Année
  • 1954-1978
  • Lieu d'édition
  • Roma,
  • Auteur
  • Civiltà Delle Macchine (Sinisgalli, Leonardo (Diretta Da), Poi: D’Arcais, Francesco Flores )
  • Pages
  • circa 90 - 120 a fascicolo.
  • Éditeurs
  • Finmeccanica (poi: Edindustria),
  • Format
  • 33 x 24 cm,
  • Edition
  • Edizione originale.
  • Thème
  • Scienze Narrativa Italiana del '900 Poesia Italiana del '900
  • Description
  • brossura illustrata a colori,
  • Premiére Edition
  • True

Description

PERIODICO Edizione originale. Collezione composta dai numeri: 2 del 1954; 6 del 1955; 2, 3, 4, 5 e 6 del 1956; 1, 2 e 4 del 1957; 1 del 1958; 5 del 1959; 3 del 1960; 4 e 6 del 1962; 1 del 1963; 1 del 1967; 2 e 3 del 1968; 1, 2, 4, 5 e 6 del 1969; 1970 completo; 1971 mancante del solo numero doppio 3/4; 1972 completo; 1976 completo; 1977 completo; 1979 completo. Esemplari in ottime condizioni con normali e occasionali abrasioni al dorso delle brossure. Rivista bimestrale fondata nel 1953 dal poeta Leonardo Sinisgalli – che l’avrebbe diretta nei suoi primi cinque anni di vita - per conto di Finmeccanica. Ispirata al «Politecnico – Repertorio di studi applicati alla prosperità e coltura sociale» di Cattaneo, esattamente come il periodico milanese nato nel 1839 «Civiltà delle macchine» si proponeva di riunire cultura scientifica e tecnologica e cultura umanistica, così da favorire uno sviluppo pieno – e armoniosamente organizzato – dei lettori. Numerosi furono gli esponenti di rilievo del mondo letterario, artistico, filosofico e, ovviamente, scientifico ed economico che collaborarono alla rivista nei suoi 26 anni di vita: basterebbe qui ricordare Ungaretti (presente nel numero inaugurale), Moravia, Gadda, Dorfles, Paci, Levi-Montalcini, e poi ancora l’economista Oskar Morgenstern che, da Princeton, scriveva nel 1964 al nuovo direttore Francesco Flores d’Arcais: «Da un po’ di tempo a questa parte ricevo “Civiltà delle macchine” […]. Non conosco nessun’altra rivista che unisca così bene arte e scienza. Continui l’ottimo lavoro». E in effetti comune e importante fu lo sforzo dei suoi ideatori e dei contributori affinché si riunissero ambiti del pensiero e della conoscenza umane ormai fatalmente separati in un tempo che guardava – e che ancora guarda – con sospetto non sempre ragionevole al progresso tecnico-scientifico. Da segnalare infine le bellissime copertine – spesso realizzate con disegni originali da artisti diversi (tra i tanti: Severini, Vedova, Tamburi, Zadkine) – e la grafica curatissima che caratterizzarono l’intera storia di «Civiltà delle macchine». Cfr. D. Germanese, «Civiltà delle macchine (1953 - 1979)» in Parolechiave 1/2014, Carocci, pp. 145 - 152.

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