DE MORBIS ARTIFICIUM DIATRIBA.
DE MORBIS ARTIFICIUM DIATRIBA.
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Détails
- Année
- 1700
- Lieu d'édition
- Mutinae (Modena),
- Auteur
- RAMAZZINI Bernardino
- Série
- +
- Éditeurs
- Typis Antonii Capponi,
- Thème
- TECNOLOGIA MEDICINA SCIENZE, MALATTIE DEL LAVORO
Description
In-16 gr. (mm. 187x115), mezza pelle (picc. manc. alle cuffie), pp. VIII,360. "Prima edizione" di questo testo innovativo sulle malattie derivate e correlate alle attività professionali (cfr. PMM 170). Bernardino Ramazzini da Carpi presso Modena (1633-1714).. Colpito dalla cecità cinque anni prima della sua morte, continuò fino al termine della sua vita i suoi studi diligentissimi (Castiglioni, p. 571). Pubblicò nel 1700 la prima edizione della sua monumentale "De morbis artificium diatriba", e nello stesso anno si trasferì a Padova dove ottenne la seconda cattedra di medicina pratica allUniversità, riuscendo a passare alla prima nel 1709, per restarvi sino al 1714. Sappiamo che sin dal 1693, come scriveva in una lettera a Magliabechi, aveva iniziato a dedicarsi anche allo studio delle malattie dei lavoratori. Si trattava di un interesse in assoluta continuità metodologica e concettuale con le sue altre opere contemporanee. Come quelle, infatti dichiarava egli stesso nella prefazione alla Diatriba , anche questo studio applicava un metodo di analisi capace di dimostrare quanto le condizioni ambientali e le abitudini di vita siano i fattori principali dinsorgenza di patologie e stati morbosi negli esseri umani.Ramazzini dedicò un capitolo a ogni mestiere, 41 nella prima edizione e 54 nella seconda. Per ogni categoria di artigiani combinò i risultati delle proprie osservazioni con quanto riferito da altri autori, antichi e coevi, sullincidenza che le attività lavorative avevano nello sviluppo di specifiche patologie, le rispettive terapie, i sistemi preventivi che avevano indicato.Compì così unopera di sistematizzazione del sapere medico sui rapporti rischio-malattia per ogni categoria professionale, di classificazione delle arti con una prospettiva prettamente medico-clinica, in base alla tipologia e alla pericolosità dei fattori di rischio. Tale impostazione si riflette nel piano dellopera, i cui capitoli sono ordinati in modo da permettere una lettura sequenziale delle professioni in base alle cause delle malattie.Ramazzini riconobbe espressamente due cause primarie di malattie da lavoro: le sostanze prodotte da ciascuna arte, o utilizzate per compierla, e i movimenti e/o gli atteggiamenti non fisiologici dei lavoratori. Allinterno della prima classe, egli operava una ulteriore distinzione, secondo il genere di sostanze minerali e organiche prodotte o impiegate. Conseguentemente, le categorie professionali venivano ordinate in base alla tossicità delle stesse, secondo una successione che sembra seguire una gradazione del rischio, dal maggiore al minore. La seconda classe di lavoratori indicata da Ramazzini concerneva invece coloro che soffrivano di patologie correlate alla postura e ai movimenti considerati innaturali (cfr. Treccani online).Cfr. anche Walleriana 7727 - Wellcome IV, 467. Esemplare con alone al margine superiore di tutte le carte.