Dell'ingegnoso cittadino Don Chisciotte della Mancia... nuovamente tradotta con fedeltà e chiarezza, di Spagnuolo, in Italiano. Da Lorenzo Franciosini Fiorentino...
Dell'ingegnoso cittadino Don Chisciotte della Mancia... nuovamente tradotta con fedeltà e chiarezza, di Spagnuolo, in Italiano. Da Lorenzo Franciosini Fiorentino...
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Détails
- Année
- 1625
- Lieu d'édition
- Venezia
- Auteur
- CERVANTES de Saavedra, Miguel de (1547-1616).
- Pages
- pp.
- Éditeurs
- Venezia, Andrea Baba, 1625,
- Thème
- Libri Antichi
- Etat de conservation
- En bonne condition
- Reliure
- Couverture rigide
- Condition
- Ancien
Description
>2 volumi in-8 (160-155x105 mm) pp. (12), 694, (6) (8) 751, legatura omogenea dell'epoca in piena pergamena (benché le due pergamene siano uniformi, le legature differiscono lievemente per misura e tipo di cucitura). Prima traduzione italiana completa: prima edizione della seconda parte e seconda edizione della prima. Il primo volume era stato pubblicato nel 1622, sempre da Andrea Baba, senza i versi a fianco del testo spiegando che non avrebbe influito sull'intelligibilità della storia. Si dovettero aspettare tre anni per un'edizione completa in due volumi: si ristampò anche la prima parte con l'aggiunta dei versi tradotti da Alessandro Adimari. Il letterato e studioso Lorenzo Franciosini, fiorentino (che aveva già al suo attivo una grammatica e un vocabolario in spagnolo) dedicò al suo Gran Duca Ferdinando II questa sua ''enorme fatica''. Per quanto riguarda il testo L. Rius afferma '...Franciosini tornò por la ediciòn de Bruselas, del ano 1607. Del 1601 e di Milano del 1610'' (cfr. Dante Bernardi in '' Atti delle giornate cervantine'' 1995). Il traduttore settecentesco Jervas afferma, nell'introduzione al suo Chisciotte inglese, che Thomas Shelton, per la sua famosa traduzione del 1612 (la prima in assoluto in qualsiasi lingua) si sia basato non sull'originale spagnolo ma su una copia manoscritta della ''fatica'' del Franciosini. Nel Seicento queste due edizioni italiane del Baba furono soltanto seguite da quella stampata a Roma da Corvo e Lupardi nel 1677. Edizione ambitissima e molto rara sul mercato di uno dei capolavori mondiali di ogni tempo, definita nella prefazione "opera gustosissima, e di grandissimo trattenimento à chi è vago d'impiegar l'ozio in legger battaglie, disfide, incontri, amorosi biglietti, & inaudite prodezze di Cavalieri erranti". Buon esemplare, con firma di possesso coeva al frontespizio: Michelang. Butius. Rom. Esemplare con fioriture sparse e qualche macchia; un po' corto in testa, una pagina (stampata storta) ha il titolo corrente rifilato per metà, mentre la pagina al verso ha 7 mm di margine. L'ultimo f. del vol.II ha un rinforzo lungo il margine interno, che ovvia a tre fori di tarlo che tocca 5 lettere.