DIALOGO DELLA PITTURA DI M. LODOVICO DOLCE INTITOLATO L'ARETINO. Nel quale si ragiona della dignita di essa pittura, e di tutte le parti necessarie, che a perfetto pittore si acconvengono. Con esempi di pittori antichi e moderni: e nel fine si fa menzione delle virtù, e delle opere del divin Tiziano.
DIALOGO DELLA PITTURA DI M. LODOVICO DOLCE INTITOLATO L'ARETINO. Nel quale si ragiona della dignita di essa pittura, e di tutte le parti necessarie, che a perfetto pittore si acconvengono. Con esempi di pittori antichi e moderni: e nel fine si fa menzione delle virtù, e delle opere del divin Tiziano.
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Détails
- Année
- 1735
- Lieu d'édition
- In Firenze
- Auteur
- Dolce Lodovico.
- Éditeurs
- Per Michele Nestenus e Francesco Moücke
- Thème
- TESTI ANTICHI. Dalle origini al 1830, EDITORIA
- Jaquette
- False
- Etat de conservation
- En bonne condition
- Reliure
- Couverture rigide
- Dédicacée
- False
- Condition
- Ancien
Description
Testo a fronte italiano - francese. Cm.19x12,2. Pg.308. Legatura in piena pergamena rigida con tassello cartaceo titoli manoscritti al dorso. Tagli spruzzati. Doppio frontespizio, uno in italiano uno in francese, con due marche calcografiche incise. Cartigli e capilettera ornamentali. La traduzione francese è attribuita a Nicolas Vleughels (Paris, 1668 – 1737). Antiporta figurato con ritratto di Tiziano. Lodovico Dolce, poligrafo e traduttore di nobile famiglia veneziana (1508-1568), studiò a Padova e Venezia per poi mettersi a lavorare sotto la protezione del Giolito. Amico di Pietro Aretino, ebbe attività frenetica, sempre al confine tra l'opera di traduzione e quella di creazione. La presente è la seconda edizione del "Dialogo della pittura", pubblicato nel 1557 dal Giolito, articolato in un ipotetico dialogo tra l'umanista Giovanni Francesco Fabrini (Figline Valdarno, 1516-1580) e Pietro l'Aretino (Arezzo, 1492-1556), ed è il suo testo più conosciuto. "Nel Dialogo della pittura intitolato l'Aretino, alla domanda del grammatico toscano G. Fabrini - se un non addetto ai lavori possa intervenire in materia di pittura - il Dolce fa rispondere all'Aretino che togni uomo ingenioso" con la pratica può giudicare di pittura; come d'altra parte il pittore deve far riferimento ai letterati per l'"invenzione", l'"istoria" e la "convenevolezza" (Giovanna Romei in DBI, vol.XL). > Cicognara, 112, "Una lunga prefazione di 78 pagine dell'editore intende alla confutazione dei tre volumi veramente zeppi di errori, sulle pitture di Roma, stampati in Amsterdam da Hermano Wytwer nel 1728". Schlosser Magnino, 401. Campori, "Lettere artistiche", 153. Brunet, II, 789. Arntzen / Rainwater, "Guide to the Literature of Art History", 84. . Codice libreria 161332.