Donato Piemontese - Italiano ossia Manuale della lingua italiana ad uso de'maestri e degli scolari piemontesi
Donato Piemontese - Italiano ossia Manuale della lingua italiana ad uso de'maestri e degli scolari piemontesi
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Détails
- Année
- 1838
- Lieu d'édition
- Torino
- Auteur
- Ponza Michele
- Éditeurs
- Tipografia Baglione, Melanotte e Pomba
- Thème
- Piemonte, Dialetto piemontese, Linguistica
- Jaquette
- False
- Dédicacée
- False
- Print on demand
- False
- Condition
- Ancien
- Premiére Edition
- False
Description
In-8°, pp. 144, brossura originale marroncina con titolo entro bordura xilografica. Ottimo esemplare in barbe. Prima edizione (il frontespizio parla di 'parte I', ma si tratta della sola pubblicata), rara. La prima parte (pp. 7-96) è una grammatica della lingua piemontese 'abbastanza completa spiegata e commentata in italiano' (Clivio). La seconda parte (pp. 97-136) è un florilegio di poesie e prose piemontesi, tra cui il poemetto 'Le delissie dla primavera' di Giuseppe Arnaud, 25 'Faule epopiane volgarisà an dialet piemonteis' di Carlo Giovanni Casalis. Un 'Vocabolarietto piemontese ed italiano' è alle pp. 137-140. Indice finale. Il Ponza (Cavour, 1772-Torino, 1846) di nobile famiglia cavourese, dedicò la sua intera esistenza allo studio della lingua piemontese, pur asserendo fermamente che, in pieno Risorgimento, fosse necessario condividere innanzitutto la stessa lingua per 'fare gli italiani', superando così gli angusti steccati del regionalismo linguistico. Fu favolista dialettale, maestro di grammatica e Prefetto delle Scuole di Porta Nuova a Torino, letterato e filologo. 'Prove d'acuto ingegno, di pronto immaginare, di stile nervoso, vivace, colorato e frizzante ne diede molte in ogni tempo, in versi e in prosa. Ma la sua fama cominciò nel 1828 quando. richiamò col suo Annotatore degli errori di lingua certi imberbi supercritici allo studio della grammatica. L'Annotatore fu per qualche anno un buon giornale, ed ebbe il merito d'essere stato il primo a dar l'esempio in Piemonte di più libere discussioni', scrisse di lui il Cibrario. Clivio, n. 217 e 3265: 'Antologia di prose e poesie piemontesi, tra cui scritti di G. Arnaud, di C. Casalis, ecc.'.