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Etica dell'estetica. Narcisismo dell'io e apertura agli altri nel pensiero postmoderno

Etica dell'estetica. Narcisismo dell'io e apertura agli altri nel pensiero postmoderno | Livres anciens et modernes | Luca Serafini

Livres anciens et modernes
Luca Serafini
Quodlibet, 2017
19,00 € 20,00 €
(Macerata, Italie)

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Détails

  • Année
  • 2017
  • ISBN
  • 9788822900425
  • Auteur
  • Luca Serafini
  • Pages
  • 240
  • Série
  • Quodlibet studio. Estetica e critica
  • Éditeurs
  • Quodlibet
  • Format
  • 142×215×18
  • Thème
  • Filosofia, Filosofia: estetica, Etica e filosofia morale, Tradizioni filosofiche e scuole di pensiero
  • Etat de conservation
  • Neuf
  • Langues
  • Italien
  • Reliure
  • Couverture souple
  • Condition
  • Neuf

Description

Il postmodernismo è davvero il paradigma che porta a compimento la fine dell'etica comunitaria in un indiscusso trionfo dell'individualismo, inteso come «estetica dell'Io»? Tanto da destra quanto da sinistra, ne sembrano convinti quasi tutti i più importanti critici della postmodernità filosofica e culturale dagli anni '60 ai giorni nostri. La tesi è questa: con il postmodernismo, esaurite le grandi narrazioni anche in campo morale, si affermano un edonismo della sensazione e una cultura del narcisismo che non lasciano spazio alla preoccupazione per la sorte altrui, in uno scenario caricato esteticamente come quello della società post-industriale, in cui le immagini e i segni pervadono l'intera realtà. Se questa critica coglie nel segno in riferimento ad autori postmoderni come Lyotard, Maffesoli e Lipovetsky, è anche vero però che il paradigma postmoderno contiene al suo interno i presuppósti teorici per l'elaborazione di un'«etica dell'estetica» positivamente intersoggettiva. Partendo da Nancy e Derrida, fino ad approdare al concetto di «cosmopolitismo estetico» che Lash e Urry collegano al fenomeno della globalizzazione, questo libro, muovendosi tra filosofia e teoria sociale, dimostra come l'elemento percettivo e sensoriale contenuto nel termine aistbesis possa diventare vettore, nel pensiero postmoderno, non soltanto dell'espansione sensoriale illimitata dell'io, ma anche e soprattutto della sua apertura costitutiva agli altri, permettendo così di costruire su basi esistenziali ed extra-normative un'etica del «noi» di respiro cosmopolita.

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