Gramsci in carcere e il partito.
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Détails
- Année
- 1977
- Lieu d'édition
- Roma
- Auteur
- Spriano Paolo.
- Éditeurs
- Editori riuniti
- Etat de conservation
- Tres bonne condition
- Condition
- Ancien
Description
166 p. ; 22 x 15 cm. Biblioteca di storia, 67. È noto come Gramsci trascorse il primo periodo della sua cattività. Rinchiuso a Regina Coeli, l’8 novembre 1926, viene assegnato per cinque anni al confino di polizia; il 5 dicembre del 1926 raggiunge Ustica – dove organizza con Bordiga e altri compagni una scuola per i confinati – ma deve ripartire – colpito da mandato di cattura e ammanettato – già il 20 gennaio del 1927: gli è che si sta allestendo, da parte del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, il famigerato "processone" contro i dirigenti comunisti al quale Gramsci comparirà come uno degli imputati maggiori. L’istruttoria è condotta dal tribunale militare di Milano: Gramsci giunge a San Vittore, il 7 febbraio, dopo un tremendo viaggio in "traduzione ordinaria" di diciannove giorni, e resterà nel carcere milanese fino all’11 maggio del 1928. Si trovano nello stesso carcere, ma rigorosamente separati l’uno dall’altro. gli altri due maggiori dirigenti comunisti sotto processo: Mauro Scoccimarro e Umberto Terracini. Quest’ultimo riesce clandestinamente a informare il partito del corso dell’istruttoria, una montatura creata per avallare l’obbrobrio giuridico di considerare la legislazione eccezionale introdotta con il 5 novembre del 1926 retroattiva per un tempo in cui il partito comunista – pur bersagliato di arresti e di repressioni – era però ancora legale e aveva suoi rappresentanti – tra cui lo stesso Gramsci – in parlamento. Brossura editoriale, coperta illustrata a colori in cartoncino flessibile plastificato lucido con bandelle, colorato (rosso). Codice libreria 7005.