Il Fascismo e i partititi politici italiani. Studi di scrittori di tutti i partiti
Il Fascismo e i partititi politici italiani. Studi di scrittori di tutti i partiti
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Détails
- Année
- 1924
- Lieu d'édition
- Bologna - Rocca S. Casciano - Trieste
- Éditeurs
- Licinio Cappelli
- Edité par
- Mondolfo Rodolfo
- Thème
- Storia contemporanea
- Jaquette
- False
- Dédicacée
- False
- Print on demand
- False
- Condition
- Ancien
- Premiére Edition
- False
Description
In-8° (26 x 17 cm). 9 fascicoli con numerazione autonoma. Cartonatura con tassello e titoli oro al dorso. 1) Mario Missiroli, Il Fascismo e la crisi italiana, XII, 60 pp. (1921). 2) R. Mondolfo, Per la comprensione storica del Fascismo, Introduzione alla Raccolta Il Fascismo e i partiti politici, XXXV pp. (1922). 3) Adolfo Zerboglio, Il Fascismo. Dati, impressioni appunti, 45 pp. (1922). 4) Dino Grandi, Le origini e la missione del Fascismo, 71 pp. (1922). 5) Guido Bergamo, Il Fascismo visto da un repubblicano 34 pp. (1921). 6) Giuseppe De Falco, Il Fascismo milizia di classe. Commenti alla cronaca, 35 pp. (1921). 7) G. Zibordi, Critica socialista del Fascismo, 61 pp. (1922). 8) Luigi Fabbri, La controrivoluzione preventiva. Riflessioni su Fascismo, 100 pp. (1922). 9) Cesare Degli Occhi, Che cosa ho pensato del Fascismo mentre ero 'Popolare', 53 pp. (1922). Questa operazione editoriale di grande interesse per la qualità dei contributi raccolti, fu realizzata dal filosofo Mondolfo (1877-1976) per la collana <<Biblioteca di studi sociali>> dell'editore Licinio Cappelli e dallo stesso Mondolfo diretta. Come ricorda P. Favilli (DBI 75, p. 614) La 'Biblioteca di studi sociali' si configurò, in quel periodo, come il luogo privilegiato dove assumevano maggiore spessore riflessivo gi intensi dibattiti del dopoguerra. Il M. interveniva non solo nella Critica sociale di Turati, ma anche su l'Unità di Salvemini, Energie nuove e poi La Rivoluzione liberale di Gobetti, Quarto Stato di P. Nenni e C. Rosselli. Tale ampio sistema di relazioni, aperto a tutti i contributi critici, si rispecchiava appunto nella 'Biblioteca di studi sociali', un vero e proprio carrefour di itinerari».