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La Tina. Equivoci rusticali di Antonio Malatesti fiorentino composti nella sua villa di Tajano il settembre dell’anno 1637 e da lui regalati al grande poeta inglese Giovanni Milton

Livres anciens et modernes
Malatesti, Antonio
alle spese di Tommaso Edlin,, 1757-1837
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Détails

  • Année
  • 1757-1837
  • Lieu d'édition
  • Londra,
  • Auteur
  • Malatesti, Antonio
  • Pages
  • pp. [2] 64 [2].
  • Éditeurs
  • alle spese di Tommaso Edlin,
  • Format
  • in 8°,
  • Edition
  • Edizione originale.
  • Thème
  • Letteratura Antica
  • Description
  • brossura verde muta e antica,
  • Premiére Edition
  • True

Description

Edizione originale. Buon esemplare a grandi margini; con tracce di ossidazione ma nel complesso fresco; note in inchiostro al piatto superiore. Edizione di molto rara stampata in soli 50 esemplari. Cfr Gay, 1871, VI, p. 334 e soprattutto Parenti, Dizionario dei luoghi di stampa falsi, p. 117: "Fu tirata a 50 esemplari in c. velina, 2 in carta grande inglese e uno in pergamena. Anche la data è falsa: la stampa fu fatta intorno al 1837. Il fiorentino Malatesti (1610-1672) è l'enigmografo più estroso e più importante del suo secolo. Gli equivoci furono composti nella villa di Tajano nel 1637, non pubblicati e regalati in manoscritto al poeta inglese Milton; è nota l'edizione del 1807 ma ai più è del tutto sconosciuta questa (lo stesso Todd, nella sua vita del Milton, cita la "scoperta" dei versi datandola 1807). La prefazione inglese chiarisce che il manoscritto originale fu mostrato da Thomas Hollis (un bibliofilo liberal di grande ricchezza e bizzarria) a Giovanni Marsili (all'epoca prefetto dell'Orto botanico in Venezia). Il proprietario del manoscritto, Thomas Brand, consentì di trarne copia per questa stampa; la prefazione è costituita da una straordinaria "notizia intorno all'autore" inviata al Brand da Giovanni Lami (1697-1770), grande erudito. I sonetti, davvero deliziosi, giocano allegramente su equivoci anche licenziosi, ma sempre raffinati. Gay, 1871, vi, p. 334; Parenti, Dizionario dei luoghi di stampa falsi, p. 117

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