Lazio-Inter 2-3. Saper vincere, saper perdere, ma soprattutto saper imparare
Lazio-Inter 2-3. Saper vincere, saper perdere, ma soprattutto saper imparare
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Détails
- Année
- 2018
- ISBN
- 9788849855913
- Auteur
- Emiliano M. Cappuccitti, Massimo Picca, Simone Petrelli
- Pages
- 224
- Série
- Varia
- Éditeurs
- Rubbettino
- Format
- 130×210×17
- Thème
- Consigli sulle scelte di carriera e sul raggiungimento del, successo, Gestione delle risorse umane e del personale
- Etat de conservation
- Neuf
- Langues
- Italien
- Reliure
- Couverture souple
- Condition
- Neuf
Description
Il bello di assistere a momenti epocali, al di là della solita dose di spettacolo che contengono per loro stessa natura, è che si possono ricordare ed usare da pietra di paragone, da metafora per interpretare altre cose nella propria vita. Allora, lo spareggio-thriller che nell’incerta nottata dello Stadio Olimpico del 20 maggio ha chiuso la stagione calcistica 2017-2018 definendo l’ingresso in Champions, al di là del mero verdetto del campo ha almeno un pugno di buone lezioni da tenere a mente per chiunque, tifoso o meno. La prima: che esiste una cosa che nel calcio (ed in molti sport in senso più generico) si chiama maglia, e ha la funzione (e la responsabilità!) non solo di distinguere una squadra dall’altra, ma di racchiudere e portare con sé un modo di vedere il mondo, di identificarsi, di reagire di fronte a ciò che ci accade. Seconda: che quello conseguito sul campo è solo uno dei risultati possibili, il più matematico e forse il più semplice. Ce ne sono altri, più o meno nascosti tra le righe dell’ufficialità: risultati di caratura anche più profonda, che aritmetica a parte vanno oltre i semplici numeri del tabellone. In campo si vince o si perde, punto. Perfino dietro il pareggio c’è sempre una vittoria o una sconfitta. Proprio come nella vita. “È il football, baby!” direbbe qualcuno, ma il senso di questo libro è molto più di questo. È tirare fuori dallo scontro dell’Olimpico un parallelo importante con la vita che tutti noi viviamo ogni giorno. Di più: è far questo prendendo a prestito e a modello, perché no, impressioni ed emozioni di chi la partita l’ha vista e vissuta dal vivo, tra gli spalti dello stadio romano per eccellenza. Non ultras ma persone come noi, tifosi, certo, che prima, durante e dopo i fatidici 90minuti+recupero si sono confrontati un’esperienza ingombrante e ne hanno fatto un pezzo, bello o brutto, amaro o frizzante, deludente o colmo di speranza del bagaglio da portare con sé. Con quel monito, calcistico ma terribilmente vero nella vita di tutti i giorni, per cui al di là del risultato sul campo, l’importante è e rimane saper imparare.