Détails
Auteur
Gizellla Nemeth Papo E Adriano Papo
Éditeurs
Edizioni Della Laguna 2002
Thème
Turchia Turkey Turquie
Etat de conservation
Comme neuf
Reliure
Couverture souple
Description
8vo, br. ed. 359pp. br., ill., tavv. col., cm 17x24. (Italia-Ungheria storia turchia impero ottomano.Il libro rivela, dopo secoli di oblÏo, la figura di Ludovico Gritti, figlio naturale del doge Andrea, protagonista di una eccezionale vicenda politica, economica e umana nella prima met‡ del Cinquecento. Gli Asburgo e Venezia, i Turchi e le lotte per la titolarit‡ della Corona d'Ungheria, Costantinopoli e le terre danubiane costituiscono lo sfondo in cui si svolge, nell'arco di pochi anni, l'incredibile "carriera" di questo principe - mer-cante "veneziano", che finÏ la sua esistenza vittima di una troppo rapida crescita in potere economico e politico. Ludovico Gritti era vissuto a Costantinopoli praticando con gran pro-fitto la mercatura: in breve tempo era divenuto, per ricchezza e autorit‡, il terzo uomo della Porta (dopo il sultano Solimano il Magnifico e il gran visir Ibr‚hÓm Pasci‡). E' chiaro - sostengono i suoi biografi - che prima o poi sarebbe entrato in politica. Ludovico Gritti, presentato a Hieronym Laski come "consigliere" del sultano, iniziÚ la carriera politica in Ungheria come "ambasciatore e agente" di Giovanni Z·polya; nell'autunno del 1529 fu nominato dal re Giovanni "sommo tesoriere" e "consigliere" del regno magiaro; l'anno dopo, fu eletto "governatore", e, infine, nell'estate del 1532 fu preposto come "capitano generale" al comando supremo dell'esercito ungherese. Divenne in breve tempo la seconda autorit‡ del regno magiaro; in pratica fu re di fatto, mentre Giovanni Z·polya rimase re soltanto di nome. Ludovico Gritti fu anche uno dei pochissimi "infedeli" a far carriera politica e a esercitare un ruolo di primaria importanza nell'Impero Ottomano, grazie appunto alla sua intima amicizia col sultano e col granvisir, anche se gl'incarichi da lui ricoperti nell'ambito della politica estera dell'impero osmanico ne violavano le consuetudini e gl'ideali. L'eccezionalit‡ della sua posizione sia a Costantinopoli che in Ungheria (Gritti era vuoi sul Bosforo vuoi a Buda pur sempre uno straniero e per di pi˘ figlio di un principe occidentale), il suo immenso potere economico, i suoi metodi dispotici di governo, la sua smisurata ambizione politica (corse voce che aspirasse addirittura alla corona magiara), i cospicui crediti finanziari che aveva elargito in Ungheria e a Costantinopoli finirono per procurargli non pochi nemici in entrambe le corti. La fine atroce che lo attese a Medgyes, in Transilvania, il 29 settembre 1534 era perciÚ abbastanza scontata e prevedibile. Frutto del lavoro decennale di una studiosa ungherese (Gizella Nemeth) e di un professore universitario italiano (Adriano Papo), il corposo volume, ricco di apparati (oltre 1.000 note) e indici, inaugura una Collana di studi e documenti Italia - Ungheria. L'interesse veneto dell'opera Ë evidente sia nella trattazione storica che nell'iconografia.