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Meglio Poter Scegliere. I Referendum Del 1995 E La Battaglia Per La Television

Livres anciens et modernes
Alberto Mingardi
Mondadori, 2025
22,00 €
(Trebaseleghe, Italie)
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Détails

  • Année
  • 2025
  • ISBN
  • 9788804804208
  • Auteur
  • Alberto Mingardi
  • Éditeurs
  • Mondadori
  • Condition
  • Neuf

Description

Dettagli Libro<br><br>Sku: PZZLB113583<br>ISBN: 9788804804208<br>Titolo: Meglio Poter Scegliere. I Referendum Del 1995 E La Battaglia Per La Televisione Commerciale<br>Autore: Alberto Mingardi<br>Editore: Mondadori<br>Anno: 2025<br>Pagine: 420<br>Formato: Rilegato<br><br>L'11 giugno 1995 gli italiani furono chiamati a votare per dodici referendum. Tre riguardavano la televisione commerciale, uno di questi mirava a ridurre la pubblicità durante i film, limitandola all'intervallo fra il primo e il secondo tempo. Il responso delle urne fu clamoroso. Gli elettori interpretarono il referendum come una questione di libertà e bocciarono a larga maggioranza i quesiti, difendendo la televisione che avevano contro le vaghe promesse circa quella che avrebbero potuto avere, e rivendicando il proprio diritto a scegliere quali e quanti canali guardare. L'esito referendario fu cruciale per il prosieguo della carriera politica di Silvio Berlusconi e incise anche sulla retorica e sulle proposte del centrosinistra, che l'anno successivo avrebbe vinto le elezioni. E allora perché ci siamo dimenticati di quel referendum? Alberto Mingardi ricostruisce il dibattito di quei mesi sui pericoli della concentrazione del potere mediatico e sui timori relativi all'impatto culturale di questo medium e alla sua capacità di condizionamento dell'opinione pubblica. La crisi del vecchio sistema politico, infatti, fu anche quella del suo apparato mediatico: l'unica rivoluzione liberale che c'è stata in Italia è stata proprio la tv privata, emersa nonostante l'ostilità della politica e il peso del monopolio pubblico. Polarizzazione politica, riduzione del teatro democratico al contesto domestico, semplificazione e banalizzazione dei messaggi: le accuse rivolte per anni alla televisione sono in realtà accuse ricorrenti verso ogni nuova tecnologia della comunicazione.

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