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Memoriale a capi e patenti concesse da S. S. R. M. agl'Impresarj della fabbrica de' vetri, e cristalli, ed interinazione camerale a favore de' Signori Francesco Domenico Miraglio, Gioseppe Alassonato & Vincenzo Galleani impresari della suddetta fabbrica. In data delli 9 luglio 1735

Livres anciens et modernes
Valetta, 1738
250,00 €
(Asti, Italie)
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Détails

  • Année
  • 1738
  • Lieu d'édition
  • Torino
  • Éditeurs
  • Valetta
  • Thème
  • storia locale, vetro, cristallo, vetri, cristalli, venezia, bormioli, tommaso andrea crosa, altare

Description

In 4, pp. 15 + (1b). Stemma xilogr. al fr. Data anticamente manoscritta al fr. Interessante memoriale che conferma il privilegio della lavorazione dei vetri e cristalli ai fratelli Carlo e Antonio Bormioli che nel 1723 erano subentrati come proprietari di' una fornace, situata nel quartiere Borgo Po di Torino, a Tommaso Andrea Crosa, il quale non era riuscito a terminare l'impresa. Il re Vittorio Amedeo aveva quindi concesso di mantenere attiva la fornace per dodici anni, di cui sei d'obbligo. In questo memoriale sono quindi ricapitolati i privilegi che erano stati concessi a Crosa e quindi confermati quelli dei successori Bormioli. Essi potranno godere di privilegi nella raccolta delle materie prime, 'sode, legne, vetri rotti' dai quali saranno esclusi tutti gli altri ai quali sara' impedita 'l'accumulazione e magazzinamento salvo con la permissione o licenza del partitante'. I Bormioli si impegnano a mantenere e ad accrescere la manifattura di cui sono titolari. Francesco Domenico Miraglio, Giuseppe Alassonato e Vincenzo Galleani avranno invece il 'privilegio di tenere ed amministrare per anni dodici. la fabbrica de' vetri e cristalli eretta in questa citta' colle stesse prerogative, esenzioni delle patenti del 7 ottobre 1723'. Molto interessante anche la prima parte nella quale vengono ricapitolati i privilegi che erano stati concessi a Crosa. Qui si fa riferimento, ad esempio, al lavoro dei due mastri operai veneziani, Giovanni Obici, 'mastro tagliatore', e Lorenzo Giordano, 'mastro spianatore e conciatore' ai quali deve essere assicurata una pensione vita natural durante. Ai due, come agli altri lavoranti della fornace, non sara' permesso andare a lavorare altrove senza permesso. E' inoltre vietata l'introduzione di vetri e cristalli provenienti da altri stati, eccezion fatta per quelli di Venezia.

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