Numero. Settimanale umoristico illustrato, anno III, n. 66
Numero. Settimanale umoristico illustrato, anno III, n. 66
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Détails
- Année
- 1915
- Lieu d'édition
- Torino
- Éditeurs
- Tip. di Vincenzo Bona
- Thème
- satira, simple
Description
In 8 (cm 21,5 x 24,5), pp. (16) copertine comprese. Brossura editoriale. Illustrazioni in nero. Numero 66 di questa rivista satirica torinese. Illustrazioni di: Sacchetti, Carlin, Angoletta, Tessitore, Bisca, Musini. Di Sto (Sergio Tofano) compaiono i versi "Primavera". La rivista fu fondata dal caricaturista Golia (pseudonimo di Eugenio Colmo 1885-1967). Fu compagno di studi di Guido Gozzano, di cui divenne amico, e contemporaneamente comincio' a disegnare per inclinazione e diletto. Divenne ben presto illustratore, attivita' cui lo portavano anche i suoi interessi letterari e la frequentazione dei suoi amici scrittori, e caricaturista notissimo. Furono fondatori della rivista, insieme a Golia, il pubblicitario Nino Caimi, Dino Segre (in arte Pitigrilli), il disegnatore Giovanni Manca. Ebbero il sostegno di Guido Gozzano, amico appunto di Golia, e di Amalia Guglielminetti. Di piccolo formato e di esiguo numero di pagine, fu stampato all'inizio con copertina e inserto illustrato centrale a colori ma divenne poi interamente in bianco e nero gia' prima dello scoppio del conflitto per tagliare i costi. "Raffinato e mordace, dalla dichiarata posizione antigiolittiana e anticlericale, e via via dichiaratamente interventista. Ma al di la' degli schieramenti e del momento politico, la rivista si presentava nuova e brillante in ogni sua manifestazione: nei toni degli editoriali, delle novelle, dei disegni, degli scherzi in rima, dei concorsi e perfino in collaterali iniziative espositive, dedicate all'umorismo e alla caricatura. Un taglio che garanti' subito un grande successo alla rivista, che arrivo' a quintuplicare la tiratura nel giro di appena due mesi, tra il settembre e il novembre del 1914. Certo il pubblico apprezzo' anche il carattere singolare delle sue illustrazioni, alcune piu' politiche e ciniche, altre piu' aggraziate e da giornalino di moda, e la qualita' delle sue matite." (Benadusi, Rossini, Villari, "1917. L'inizio del secolo americano. Politica, propaganda e cultura in Italia tra guerra e dopoguerra", 2021, p. 142).