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Livres anciens et modernes

Quaini, Massimo (a cura di)

Paesaggi agrari. L'irrinunciabile eredità scientifica di Emilio Sereni

Silvana Editoriale, 2011

25,00 €

Il Salvalibro

(Foligno, Italie)

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Détails

Année
2011
ISBN
9788836622184
Lieu d'édition
Cinisello Balsamo
Auteur
Quaini, Massimo (a cura di)
Éditeurs
Silvana Editoriale
Format
24 cm
Thème
Storia Agricoltura civiltà Contadina, Paesaggio Territorio, Mondo Rurale, Sionismo Comunismo, Geografia Italiana, Economia Contadini, Emilio Sereni 1907-1977, Questione Agraria, Capitalismo Socialismo Campagne Campagna, Patrimonio rurali
Description
paperback
Etat de conservation
Neuf
Reliure
Couverture souple
Condition
Neuf

Description

Catalogo della mostra tenuta all'Istituto Alcide Cervi, Biblioteca-Archivio ''Emilio Sereni'', itinerante in seguito. Brossura originale con copertina figurata a colori, 202 pagine con numerose figure in nero e a colori nel testo. Bibliografia in chiusura. Opera in perfette condizioni di nuovo -- Il volume, speculare alla mostra nata come itinerario iconografico per illustrare la Storia del paesaggio agrario italiano a cinquant'anni dalla sua pubblicazione, per effetto della persistente vitalità di Emilio Sereni si è progressivamente trasformato nello strumento utile a meglio comprenderne la ricchezza dell'opera, dell'archivio e della biblioteca. Gli autori, afferenti a diversi settori scientifici, sono concordi nel riconoscere l'attualità dello studioso che nella sua vita operosa ha saputo riunire non solo impegno politico e ricerca ma anche tante discipline (e relativi metodi di indagine) senza averne mai professato accademicamente una sola! Non è un caso se torniamo a interrogarci sull'eredità di Emilio Sereni a cinquant'anni dalla "Storia del paesaggio agrario italiano" (Laterza, 1961): in un momento storico in cui "il lungo addio" dell'agricoltura e della "civiltà contadina" (di cui il paesaggio è la parlante fisionomia) non ci appare più come il processo fatale e irreversibile di fronte al quale non resta che la rassegnazione. Il fallimento della "rivoluzione verde" a scala globale e i guasti dell'agroindustria a scala nazionale e regionale ci costringono a rileggere il passato secondo una linea che ci impone, non solo di recuperare i saperi locali di una cultura contadina che la storia sembrava aver condannato a un ruolo di subalternità se non di estinzione, ma anche di recuperare, in termini patrimoniali ed economici, i paesaggi rurali di interesse storico...
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