Sonetti e Canzone del Poeta Clarissimo Matthe Maria Boiardo Côte di Scandiano. (In fine, colophon:) Impresso in Reggio per Maestro Francesco Mazalo a di. xviii. de Decembre Mcccclxxxxix.
Sonetti e Canzone del Poeta Clarissimo Matthe Maria Boiardo Côte di Scandiano. (In fine, colophon:) Impresso in Reggio per Maestro Francesco Mazalo a di. xviii. de Decembre Mcccclxxxxix.
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Détails
- Année
- 1499
- Lieu d'édition
- Reggio Emilia
- Auteur
- BOIARDO, Matteo Maria.
- Éditeurs
- Reggio Emilia, Mazali, 1499,
- Thème
- Libri Antichi
- Etat de conservation
- En bonne condition
- Reliure
- Couverture rigide
- Condition
- Ancien
Description
>in-4, ff. 65 non numerati (a-g8 h9,, l'ultimo bianco mancante), carattere romano, 28-30 linee per pagina, legatura in marrocchino bruno eseguita da Zaehnsdorf, con triplo riquadro con angoli decorati ai piatti, dorso con nervature decorate con filetti e ferri a secco, tagli dorati. Iniziali ornate incise in silografia in bianco su nero e in fine impresa dello stampatore.
Prima edizione, estremamente rara e l'unica uscita nel XV secolo, degli Amorum libri tres cui, seppur scritti in volgare l'autore volle dare un titolo latino, però pubblicati come Sonetti e canzoni. Fu curata dal poeta reggiano Bartolomeo Crotti, che vi inserisce anche un sonetto ed un epigramma latino in lode del Boiardo "Se dar si debbe la apollinea rama / A cui piu nel cantar gli aquista honor / Tua sia Mattheo Maria facia altro errore / Di phoebo gloria: e di parnaso fama.." .
Uno dei libri più rari della letteratura italiana e, dopo l'Orlando innamorato, la più importante opera volgare di Boiardo (1434-1494), modellata sul Canzoniere petrarchesco, con un'adesione anche linguistica al modello toscano. La raccolta risente anche di influssi dello Stil Novo oltre che umanistici, in una personalissima rielaborazione poetica. Composto tra il 1469 e il 1476, il canzoniere si compone di 180 poesie distribuite in tre libri. Al centro la storia d'amore per una fanciulla reggiana conosciuta alla corte di Sigismondo, Antonia Caprara, il cui nome è celato nelle lettere iniziali dei primi 14 componimenti, vicenda d'amore che si snoda in tre diverse fasi: la gioia dell'amore corrisposto, l'amarezza del disinganno, la malinconia per il passato: “queste liriche sono un'opera di potente originalità; ricche di pensiero e di sentimento contengono in sé tanta copia di poesia vera quanta non si trova in nessun altro canzoniere del sec. XV, ed in pochi del XVI” (Martini).
Rarissimo, non soltanto sul mercato: tra i dieci esemplari censiti nel catalogo online della British Library, sette figurano nelle collezioni pubbliche italiane: Mantova, Teresiana; Milano, Trivulziana; Padova, Seminario Vescovile; Perugia, Biblioteca Augusta; Venezia, Marciana (incompleto); Ferrara, Ariostea; e Reggio Emilia, Panizzi). Altre tre copie sono alla British Library, a Oxford (incompleto) e alla Huntington Library). Nessun esemplare in Francia, Germania, Spagna. Buon esemplare di illustre provenienza: Giuseppe Martini (1870-1944), (n.77 della sua collezione di incunabuli, acquistato nel 1920 presso Maggs, Catalogue n.395 – lotto 127 – 21 sterline). Sulla sguardia anteriore note a matita del grande libraio, attivo negli stessi anni di Leo S. Olschki e Ulrico Hoepli, che era chiamato da Mario Armanni “l'homo bibliographicus”.
Hain 3433. Proctor 7258. Gesamthcat. 4611. BMC VII, 1089. IGI B-831. Gamba 5074. Goff B-831. Bod-inc B-412.