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Ultima rivoluzione. Dieci anni di futurismo

Livres anciens et modernes
[Bragaglia] Sera, Livio
Giorgio Berlutti Editore,, 1920
900,00 €
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Détails

  • Année
  • 1920
  • Lieu d'édition
  • Roma,
  • Auteur
  • [Bragaglia] Sera, Livio
  • Pages
  • pp. [4] 60 [4]; 1 c. patinata all’antiporta con riproduzione di fotoritratto dell’autore firmato Bragaglia.
  • Éditeurs
  • Giorgio Berlutti Editore,
  • Format
  • in 16°,
  • Edition
  • Edizione originale.
  • Thème
  • Futurismo
  • Description
  • brossura beige stampata in nero ai piatti e al dorso, titolo in rosso al piatto anteriore,
  • Premiére Edition
  • True

Description

LIBRO Edizione originale. Esemplare vissuto al dorso, con una mancanza al piede che coinvolge parte del titolo a stampa e qualche altro segno di cedimento; per il resto, in ottime condizioni. Rarissimo: sole due copie in Iccu, per di più in biblioteche locali (De Gemmis Bari e Delfini Modena), nessuna in altri repertori internazionali; inserito da Pablo Echaurren nella «top five [dei] più hot e sconosciuti del momento» aggiornata all’anno 2000 (ma negli ultimi vent’anni la situazione non è cambiata). -- Il volumetto si apre con «un lungimirante ritratto a scatto di Bragaglia Arturo il fotografo del futuro» (Echaurren, p. 161); segue la cronaca del futurismo dalle origini al dicembre 1919 (la data in calce allo scritto): una storia del movimento insolita, esatta pur nella sintesi (Marinetti - i primi seguaci - Boccioni - Pratella - Lacerba - i fiorentini - Corra, con puntuale riferimento alle riviste che hanno accompagnato il movimento), non agiografica e particolarmente dettagliata più ci si avvicina al dopoguerra, con il capitolo polemico «Agonia dei giovanissimi» incentrato sulle infelici vicende del futurismo politico («. Marinetti, chiuso nel cellulare di Milano, attende ancor oggi lo si assolva dalle accuse di incitamento alla guerra civile .») e pervaso da un senso quasi messianico di imminente tragedia/cambiamento («I destini della nazione sono oggi in pericolo …»). Di grande interesse. -- Il tono generale dello scritto denuncia una familiarità del tutto priva di sudditanza verso tutti i membri storici del futurismo; segno che l’autore doveva essere un personaggio ben noto, che qui, e in pochissime altre attestazioni (tra cui un bragagliano «Index librorum prohibitorum» su «Roma futurista», un paio di firme nelle «Cronache d’attualità» 1921 e almeno una menzione nel bollettino «Index rerum virorumque prohibitorum») appare sotto pseudonimo: Alberto Bragaglia, il fratello ‘filosofo’? Bibl.: Cammarota, Futurismo, 438.1; Echaurren, Nel paese dei bibliofagi, p. 198 fig. 17

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