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Una pagina di storia dedicata al cavaliere Celestino Bianchi Deputato ed al Marchese Giorgio Pallavicino-Trivulzio Senatore del Regno

Livres anciens et modernes
Pietro Carlo Boggio
Favale, 1862
60,00 €
(Asti, Italie)
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Détails

  • Année
  • 1862
  • Lieu d'édition
  • Torino
  • Auteur
  • Pietro Carlo Boggio
  • Éditeurs
  • Favale
  • Thème
  • risorgimento, simple

Description

In 8 (cm 15 x 24), pp. 104. Brossura rifatta con carta d'epoca. Pubblicazione del discorso tenuto da Pietro Carlo Boggio alla camera dei Deputati nella tornata del 21 novembre 1862 in merito alla diatriba sorta fra di lui e il prefetto di Palermo Giorgio Pallavicino Trivulzio. Boggio aveva accusato Trivulzio di aver tradito il governo, che lo aveva eletto prefetto di Palermo con poteri straordinari, e gli imputava gli arruolamenti di Garibaldi in Sicilia che poi avevano condotto ai fatti d'Aspromonte con il tentativo di Garibaldi di marciare verso Roma per cacciare Papa Pio IX. Verso Garibaldi, Boggio, cavouriano e uomo di destra, aveva sempre nutrito la piu' profonda e sincera ammirazione. Nel settembre del 1860, mentre si compiva a Napoli l'Impresa dei Mille, usciva a Torino una "Vita di Garibaldi. Da Montevideo a Palermo", scritta da Pier Carlo Boggio: una delle prime biografie di Garibaldi, che ebbe, nello stesso anno, dieci edizioni e fu tradotta in inglese e in francese e pubblicata a Bruxelles e a Londra. Essa si chiudeva con una fervida esaltazione dell'impresa di Quarto che "da sola basterebbe a raccomandare alle piu' remote generazioni il nome di Garibaldi se gia' per tanti altri splendidi fatti la Storia non lo avesse a caratteri indelebili scolpito nelle sue eterne pagine". Per Boggio, l'impresa di Garibaldi si era svolta sotto il ferreo controllo del governo piemontese e non aveva procurato conseguenze per l'ordine e la legalita'. Quando scoppio' il dissidio fra Garibaldi e Cavour, Boggio pubblico' un opuscolo intitolato "Cavour o Garibadi" che concludeva cosi': "Se in un momento di sfiducia la nostra penna ha potuto scrivere in fronte a queste carte la dolorosa interrogazione Cavour o Garibaldi?, la coscienza pubblica rassicurata rispondera' unanime fin d'ora Cavour e Garibaldi!". In seguito ai fatti d'Aspromonte, Boggio aveva quindi accusato Trivulzio per discolpare l'operato di Urbano Rattazzi.

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