Vite de’ pittori, scultori ed architetti moderni scritte, e dedicate alla Maestà di Vittorio Amadeo Re di Sardegna
Vite de’ pittori, scultori ed architetti moderni scritte, e dedicate alla Maestà di Vittorio Amadeo Re di Sardegna
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Détails
- Année
- 1730
- Lieu d'édition
- In Roma,
- Auteur
- Pascoli, Lione
- Pages
- pp. [24] 330 [6].
- Éditeurs
- Per Antonio de’ Rossi, nella Strada del Seminario Romano,
- Format
- in 4°,
- Edition
- Edizione originale.
- Thème
- Letteratura Antica
- Description
- legatura coeva in pergamena rigida, al dorso tassello con titoli oro; contropiatti policromi,
- Premiére Edition
- True
Description
Edizione originale.Esemplare molto buono; leggero foxing, perlopiù perimetrale e alle carte liminari, e qualche pagina brunita; ex libris «Prosperi Bencivegna» e data 1749 manoscritti in inchiostro bruno al recto della prima guardia.Solo primo volume, su due pubblicati (edito nel 1736 il secondo), della prima edizione dell’opera che inaugura la storiografia artistica italiana del Settecento, fondamentale per la ricostruzione biografica e produttiva degli artisti italiani del tardo Barocco. Le Vite, dovute a Lione Pascoli (1674–1744), erudito scrittore d’arte e collezionista, raccolgono le biografie di artisti attivi a partire dal XVII secolo, con l’esclusione sistematica dei viventi; unica omissione di rilievo è quella di Gian Lorenzo Bernini. In questo primo volume Pascoli esprime un giudizio fortemente positivo sulla modernità, sul genio individuale e sulla straordinaria fecondità artistica del Seicento, in un’ottica che rivaluta l’esperienza barocca rispetto ai modelli classicistici, posizione che verrà in parte riequilibrata nel secondo volume dell’opera. Il progetto si colloca consapevolmente nel solco vasariano, ma con un impianto aggiornato alle esigenze critiche e documentarie del primo Settecento, ponendosi come strumento di mediazione tra erudizione antiquaria, gusto collezionistico e nuova sensibilità storiografica. L’opera è priva di tavole, ma il testo è impreziosito da numerose iniziali xilografiche ornate e animate, di squisita fattura. Il materiale raccolto da Pascoli, pur da maneggiare con cautela critica, fu accolto fin dalla pubblicazione con giudizi ampiamente favorevoli ed è tuttora di primaria importanza per la storia dell’arte italiana. Pascoli stesso, collezionista appassionato, riunì una vasta raccolta di dipinti, in gran parte di artisti contemporanei, con particolare interesse per le scene di battaglia, circostanza che informa implicitamente lo sguardo critico e la selezione degli artisti trattati. Opera di notevole interesse per la storia della storiografia artistica e per la ricezione settecentesca del concetto di “moderno” nelle arti figurative.Cicognara n. 2342.