900. Cahiers d’Italie et d’Europe (Prima Serie)
900. Cahiers d’Italie et d’Europe (Prima Serie) | Livres anciens et modernes | [Bontempelli, Massimo - Malaparte, Curzio]
900. Cahiers d’Italie et d’Europe (Prima Serie)
900. Cahiers d’Italie et d’Europe (Prima Serie) | Livres anciens et modernes | [Bontempelli, Massimo - Malaparte, Curzio]
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Détails
- Année
- 1926-1927
- Lieu d'édition
- Roma-Firenze,
- Auteur
- [Bontempelli, Massimo - Malaparte, Curzio]
- Pages
- circa 200 pagina a volume, alcune illustrazioni in bianco e nero nel testo.
- Éditeurs
- “La Voce” (dal quarto numero: Sapientia Società Anonima, Editrice),
- Format
- in 16°,
- Thème
- Narrativa Italiana del '900Poesia Straniera del '900Narrativa, Straniera del '900Narrativa Straniera dell' 800
- Description
- brossura arancione con titoli neri, poi: cartonato di diversi colori con titoli neri.
Description
PERIODICOEdizione originale. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Primi 5 numeri (autunno 1926 - autunno 1927) in complessive ottime condizioni (normale brunitura alle carte, occasionali fioriture).Primi 5 numeri di «900», rivista letteraria fondata nel 1926 da Massimo Bontempelli e Curzio Malaparte edita, fino al terzo numero compreso, dalla romana “La Voce”, prima di passare alla Società Sapientia. Pubblicato in francese, dichiaratamente europeista e con un comitato di redazione d’eccezione composto da James Joyce, George Kaiser, Gómez de la Serna, Pierre Mac Orlan, il trimestrale - stampato in 1700 esemplari numerati - si proponeva di aprire i confini culturali italiani oppressi dal patriottismo imperante mettendoli a contatto con quanto di meglio la letteratura e l’arte internazionali avessero da offrire. Invisa per questa ragione ai sostenitori del movimento Strapaese e al regime, la rivista riuscì comunque a proseguire le pubblicazioni fino al giugno del 1929, per un totale di 17 numeri che ospitarono testi, tra i tanti, di Joyce, Woolf, Cechov, Tolstoj. Il clima di sospetto e l’aperta avversità nei confronti del progetto costrinsero comunque il direttore Bontempelli a cedere all’italianizzazione dei suoi “quaderni” a partire dal primo numero della “nuova serie” del luglio 1928 dopo aver già registrato il tradimento di Malaparte, che un anno prima aveva abbandonato la rivista per entrare nel gruppo strapaesano di «Il Selvaggio».
Edizione: edizione originale. dalla collezione di giampiero mughini.