Alcuni CENNI dell'Abate Francesco VILLARDI sopra varii GIUDICJ pubblicati da un GIORNALISTA italiano. [Corrusco pamphlet contro un non nominato giornalista, presumibilmente Giuseppe ACERBI, editore-direttore del periodico austriacante e di regime, la "Biblioteca Italiana"].
Alcuni CENNI dell'Abate Francesco VILLARDI sopra varii GIUDICJ pubblicati da un GIORNALISTA italiano. [Corrusco pamphlet contro un non nominato giornalista, presumibilmente Giuseppe ACERBI, editore-direttore del periodico austriacante e di regime, la "Biblioteca Italiana"]. | Livres anciens et modernes | Villardi Francesco (1781-1833)
Alcuni CENNI dell'Abate Francesco VILLARDI sopra varii GIUDICJ pubblicati da un GIORNALISTA italiano. [Corrusco pamphlet contro un non nominato giornalista, presumibilmente Giuseppe ACERBI, editore-direttore del periodico austriacante e di regime, la "Biblioteca Italiana"].
Alcuni CENNI dell'Abate Francesco VILLARDI sopra varii GIUDICJ pubblicati da un GIORNALISTA italiano. [Corrusco pamphlet contro un non nominato giornalista, presumibilmente Giuseppe ACERBI, editore-direttore del periodico austriacante e di regime, la "Biblioteca Italiana"]. | Livres anciens et modernes | Villardi Francesco (1781-1833)
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Détails
- Année
- 1823
- Lieu d'édition
- Venezia
- Auteur
- Villardi Francesco (1781-1833)
- Éditeurs
- coi tipi di Giuseppe Molinari ed.
- Thème
- Francescana - Letterati
- Langues
- Italien
Description
In-8° (cm. 24,8x18), pp. 53, (3). Br. ed. orn. Corrusco pamphlet contro un non nominato giornalista, presumibilmente Giuseppe ACERBI, editore-direttore del periodico austriacante e di regime, la "Biblioteca Italiana" (uscito dal 1816 al 1859), prima sede della polemica classicista contro i romantici, da cui Vincenzo MONTI (che aveva accettato solo di fungere da nominale coadiutore dellACERBI) s'era allontanato per simpatizzare con il Giordani e il romantico e indipendente "Conciliatore" (uscito nel 1819 e durato pochi mesi per censura austriaca). Nel settembre 1825 l'Acerbi, nominato console austriaco in Egitto, avrebbe poi lasciato la direzione della "Biblioteca Italiana". Difende Monti, Perticari, Rosmini ecc.