Contemplazioni
Contemplazioni | Livres anciens et modernes | Martini, Arturo
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Contemplazioni | Livres anciens et modernes | Martini, Arturo
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Détails
- Année
- 1936
- Lieu d'édition
- Milano,
- Auteur
- Martini, Arturo
- Pages
- cc. [42] di cui la prima e l’ultima paratestuali, le restanti con le xilografie dell’autore al recto.
- Éditeurs
- Tipografia P. Vera,
- Format
- in 24°,
- Thème
- Libri Illustrati e d'ArtistaFuturismo
- Description
- copertina in brossura beige, autore, titolo e dati editoriali in nero al piatto anteriore,
Description
LIBROSeconda edizione, estremamente rara. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Ottimo esemplare (da segnalare una gora alle prime carte in prossimità del lato interno e piccole gore d’inchiostro in prossimità del dorso ai piatti).Rarissima seconda edizione, unica oggi ottenibile, curata e stampata in proprio dall’artista. Poco meno che trentenne, nel 1918, lo scultore Arturo Martini diede alle stampe in pochissime copie (sono oggi noti il solo esemplare della Biblioteca comunale di Treviso, e uno proveniente da collezione privata — cfr. Tavoni, p. 7), come atto estremamente personale e privato (esito anche di un periodo gravato dalle penose condizioni di salute: ricovero per nevrastenia, poi una quasi mortale febbre spagnola), uno straordinario «libretto» di (di)segni stampati xilograficamente: ciascuna pagina è una matrice in legno che reca stringhe di patterns geometrico-lineari in bianco e nero, susseguentesi lungo righe come versi, o meglio, come su di una partitura musicale. È la nascita di «Contemplazioni» (altri titoli presi in considerazione furono: Canto dell’usignolo; Preghiere), così raccontata nelle suggestive parole dell’artista: «Questo mio libro non dice niente; è per tutti e per nessuno, secondo la frase di Nietzsche. Quando lo facevo eliminavo il racconto, fatto personale, letteratura, trovando ch’esso era sopruso e imposizione al lettore. Così come è, ogni lettore può comporvi il suo romanzo, molto più variabile e assoluto di una sinfonia, che si può interpretare ogni giorno diversamente, secondo i propri stati d’animo. […] Nel libro non c’è che un difetto, cioè la disposizione delle battute col mio ritmo personale, rimane ancora una cosa umana, perché la cosa perfetta sarebbe stata la pagina bianca. Ma siccome i segni sono tanto semplici che ognuno li può spostare senza capacità artistiche né difficoltà, il libro può essere l’infinito per tutti. […] Mamma, stampa questo libretto, e io sono contento. Son convinto che è una preghiera e che se ne parlerà fra due o tre secoli» (cit. in Scarpa, p. 145s). -- Poco meno di vent’anni dopo, l’artista decide di riproporre l’opera, sottraendola alla dimensione strettamente intima e privata: forse per intermediazione di Giovanni Scheiwiller (Tavoni), porta le matrici lignee alla Tipografia Pietro Vera di Milano, e realizza la presente «seconda edizione», sostanzialmente identica alla prima (il confronto è tra l’altro parzialmente limitato dalle condizioni non perfette in cui versa l’unico esemplare oggi reperibile della princeps). Tutte le edizioni successive (a cominciare dalla terza, quella veneziana del 1945) riproducono fotostaticamente, o con altri procedimenti tipografici, l’una o l’altra delle due edizioni autoriali, le uniche stampate con le matrici originali. La seconda edizione, di cui è parimenti ignota la tiratura, è comunque oggi rarissima: solo due le localizzazioni Iccu (Centrale Firenze e Asac Biennale Venezia), nessuna vendita registrata nei cataloghi o nei più completi repertori oggi disponibili. -- «Contemplazioni» è oggi considerata un’opera unica, per nulla riducibile alle contemporanee griglie storico-critiche a cui si riducono le avanguardie storiche e l’arte del primo Novecento, ma di certo «assolutamente pionieristica […] vera e propria pietra miliare nella vicenda delle ricerche segniche paraverbali, fonte diretta e indiretta per tante operazioni successive fino al libro-oggetto» (Bentivoglio e Stringa). -- Sulla storia bibliografica e critica di questo stupefacente capolavoro Maria Gioia Tavoni ha pubblicato da un lavoro quasi definitivo (Riproporre il “silenzio” per le Contemplazioni di Arturo Martini), a cui senz’altro si rimanda.Bib.: Jentsch, I libri d’artista., 360; Cammarota, Futurismo, 310.2; Maffei, Le misteriose Contemplazioni di Arturo Martini (Wuz 6, nov-dic 2006, pp. 28-33); Tavoni, Riproporre il “silenzio” per le Contemplazioni di Arturo Martini (Faenza 2017)
Edizione: seconda edizione, estremamente rara. dalla collezione di giampiero mughini.