Discorsi del s. Alessandro Sardo. Della bellezza. Della nobiltà. Della poesia di Dante. De i precetti historici. Delle qualità del generale. Del terremoto. Di nouo posti in luce.
Discorsi del s. Alessandro Sardo. Della bellezza. Della nobiltà. Della poesia di Dante. De i precetti historici. Delle qualità del generale. Del terremoto. Di nouo posti in luce. | Livres anciens et modernes | [DANTE] - SARDI, Alessandro
Discorsi del s. Alessandro Sardo. Della bellezza. Della nobiltà. Della poesia di Dante. De i precetti historici. Delle qualità del generale. Del terremoto. Di nouo posti in luce.
Discorsi del s. Alessandro Sardo. Della bellezza. Della nobiltà. Della poesia di Dante. De i precetti historici. Delle qualità del generale. Del terremoto. Di nouo posti in luce. | Livres anciens et modernes | [DANTE] - SARDI, Alessandro
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Détails
- Année
- 1586
- Lieu d'édition
- Venezia
- Auteur
- [DANTE] - SARDI, Alessandro
- Éditeurs
- In Venetia, appresso i Gioliti, 1586,
- Thème
- Libri Antichi
- Etat de conservation
- En bonne condition
- Langues
- Italien
- Reliure
- Couverture rigide
- Condition
- Ancien
Description
>in-8, (155x100 mm), pp. (56), 207, (1), impresa tipografica al frontespizio, iniziali e fregi xilografici, caratteri corsivo, greco, romano. Legatura del XVIII secolo in pelle, fregi in oro al dorso, tagli rossi (piccole mancanze e segni di usura). Rara prima edizione dei Discorsi di Sardi, di particolare interesse per il capitolo dedicato a Dante, "Discorso della poesia di Dante considerata nello Inferno. Al Signor Oratio Maleguccio" (pp. 73 - 131) personaggio di spicco nel Cinquecento a Reggio Emilia, Roma, in Spagna e a Padova, nonché per quello relativo al devastante terremoto di Ferrara 1570 (pp. 169 - 207), che distrusse mezza città. Le osservazioni critiche di Sardo considerano la Commedia come un poema eroico e identificano Dante come "il prima poeta eroico d'Italia" (cfr. De Batines). Curato da Ercole Bianchi e rivolto a Orazio Malagucci, è il più esteso ed è "quello per cui il volume ha qualche pregio per i raccoglitori" (Bongi). Interessante è il riconoscimento del plurilinguismo dantesco: il Poeta fece toscane tutte le parole da lui usate, "nel modo medesimo che i poeti e gli oratori romani fecero romane e latine quelle straniere". I Discorsi furono addiritura ristampati nel 1636. Esemplare con antica nota di possesso al frontespizio "Giovanni Battista Ghisleri 1660 l'8 Marzo" ( fioriture sparse, lieve alone d'umido ai fogli preliminari, antica menda della carta al fronstespizio). De Batines, I, p. 374. Fiske, II, p. 417.