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Fedor. Poema drammatico

Fedor. Poema drammatico | Livres anciens et modernes | Brancati, Vitaliano

Livres anciens et modernes
Brancati, Vitaliano
Studio Editoriale Moderno (Officina Grafica Moderna Impegnoso & - Pulvirenti),, 1928
1400,00 €
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Détails

  • Année
  • 1928
  • Lieu d'édition
  • Catania,
  • Auteur
  • Brancati, Vitaliano
  • Pages
  • pp. 208 [2 bianche].
  • Éditeurs
  • Studio Editoriale Moderno (Officina Grafica Moderna Impegnoso &, Pulvirenti),
  • Format
  • in 8°,
  • Thème
  • Fascismo Libri Illustrati e d'Artista Narrativa Italiana del, '900
  • Description
  • brossura editoriale con grande xilografia al piatto anteriore,

Description

LIBRO Edizione originale. Dalla collezione di Giampiero Mughini. CON AUTOGRAFO. Esemplare più che buono (segni del tempo alla brossura, un poco brunita, con piccole mancanze perimetrali e al dorso; lievemente brunito all’interno, con qualche fioritura). Alla prima carta firma in lapis rosso erasa e firma dello scrittore Andrea Camilleri. Opera prima di Vitaliano Brancati (Gambetti-Vezzosi, p. 132: «libro molto raro e ricercato»), al suo esordio con quest’opera teatrale (dettata da «un esaltato spiritualismo», Borsellino, «Dizionario Biografico degli Italiani», vol. 13, 1971), che si apre con una lunga dedica a stampa a Giuseppe Antonio Borgese: «Dedico a Voi questo libro composto fra il ’24 e il ’26, fra i diciassette e i diciannove anni. Esso conosce tutti i miei segreti più delicati: le sue pagine sono numerate coi giorni della mia adolescenza. Ricordo di averlo cominciato in un’aula di seconda liceale, che la cupola di S. Nicola difendeva da un violento e fiero sole di giugno. Avevo molte speranze e ingenuità nell’anima. [.] Ma se lo studente di seconda liceale, che scrisse il prologo, aveva molte speranze, colui che chiuse l’ultima scena e la sbarrò, a piè di pagina, con la sua firma, non sapeva se nel pugno avesse un peso di fogli vano come una fronda appassita o vivo e volante come un gruppo d’ali. [.] Con quei piccoli segni, che sono le parole stampate, ogni lettore rifarà per sé il libro. Ma è con trepidazione che io invito il Creatore di “Lazzaro”, di “Rubè” e di migliaia di personaggi, a rifare la mia visione, la mia poesia, la mia pazzia» (pp. 5-6). Come noto, Brancati ripudiò l’opera. Carlo Laurenzi («Il Giornale», martedì 28 dicembre 1993), recensendo la ristampa di «Fedor», riferisce un gustoso episodio che coinvolse lo scrittore proprio in merito al suo primo dramma: «C’era negli occhi arabi di Brancati un guizzo di rancore se gli si parlava di “Fedor” o peggio se simulando innocenza si domandavano ragguagli su quell’“aborto”; qualcuno dei suoi amici catanesi insisteva maliziosamente con frasi come: “Darei molto per leggerlo, mio cugino Bonaccorsi diceva che si trattò di un capolavoro”. In questi casi una vampa scarlatta accendeva il pallore olivastro di Vitaliano ma subito la collera si mutava in sarcasmo e la replica era sferzante: “Tuo cugino Bonaccorsi non lesse nulla perché non sapeva né leggere né scrivere. A parte questo, per grazia di Dio, non esistono più copie dell’aborto, in quanto incaricai mio fratello di comprarne in blocco le rimanenze e di dargli fuoco”. Non ho pensato di domandare a Corrado Brancati, unico fratello di Vitaliano, se compì davvero quell’azione così energica e risolutiva. Ne dubito».

Edizione: edizione originale. dalla collezione di giampiero mughini.

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