Fiera letteraria. Seconda serie. Anno I. Nn. 2-38. Anno II. Nn. 1-14.
Fiera letteraria. Seconda serie. Anno I. Nn. 2-38. Anno II. Nn. 1-14. | Livres anciens et modernes | FIERA LETTERARIA
Fiera letteraria. Seconda serie. Anno I. Nn. 2-38. Anno II. Nn. 1-14.
Fiera letteraria. Seconda serie. Anno I. Nn. 2-38. Anno II. Nn. 1-14. | Livres anciens et modernes | FIERA LETTERARIA
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Détails
- Année
- aprile 1946 - aprile 1947
- Lieu d'édition
- Roma
- Auteur
- FIERA LETTERARIA
- Éditeurs
- Tip. della Bussola
- Thème
- Miscellanea di opere minori
- Etat de conservation
- En bonne condition
- Langues
- Italien
- Reliure
- Couverture rigide
- Condition
- Ancien
Description
Cinquantuno numeri della seconda serie della rivista "Fiera letteraria" rilegati insieme (mm 490x348). Illustrazioni in bianco e nero nel testo.
Anno I. Nn. 2-38. I numeri 35-38 sono posti erroneamente all'inizio della raccolta.
Anno II. Nn. 1-14.
Mezza tela muta posteriore. Carta leggermente ed unifomemente brunita, minime mancanze al margine di alcune carte. Alcuni numeri stampati su carta colorata.
La Fiera Letteraria fu fondata a Milano il 13 dicembre 1925 da Umberto Fracchia per la casa editrice Unitas, con il sottotitolo Giornale settimanale di lettere, scienze ed arti. Ispirata alla Frusta letteraria di Giuseppe Baretti (1763), usciva in formato lenzuolo, con otto pagine. Nel 1928 la redazione si trasferì a Roma, sotto la guida di Giovanni Battista Angioletti e Curzio Malaparte. Dal 7 aprile 1929 cambiò nome in L'Italia Letteraria (mantenendo La Fiera Letteraria come sottotitolo fino a fine anno), continuando fino al 1936, anno della prima interruzione. Malaparte fondò poi Il Meridiano di Roma, attivo fino al 1943. La rivista riprese nel 1946 con il titolo originario, inizialmente senza articolo né sottotitolo, poi con il sottotitolo Settimanale delle lettere, delle arti e delle scienze. La direzione fu affidata a Angioletti, affiancato da un comitato di grandi nomi: Alvaro, Cecchi, Contini e Ungaretti. Dal 1948 subentrarono Savinio, Pavolini e Fulchignoni, ai quali successivamente si unì Diego Fabbri. Nel dopoguerra mantenne un taglio culturale e letterario. Negli anni '50 e soprattutto '60 adottò uno stile più informativo, ispirandosi anche nella grafica ai rotocalchi. Nel 1966 passò al formato tabloid, segnando una fase di modernizzazione. La pubblicazione fu sospesa tra il 1969 ed il 1970, per poi riprendere nel 1971 con il nuovo sottotitolo Settimanale d'informazione culturale. Le difficoltà economiche portarono alla chiusura definitiva nel 1977. Un ultimo tentativo di rilancio avvenne, senza successo, tra il 1984 e il 1986, con uscite mensili in formato economico.