Forma 1. Mensile di arti figurative
Forma 1. Mensile di arti figurative | Livres anciens et modernes | Forma 1 [Accardi - Attardi - Consagra - Dorazio - Guerrini - Per, Illi - Sanfilippo - Turcato]
Forma 1. Mensile di arti figurative
Forma 1. Mensile di arti figurative | Livres anciens et modernes | Forma 1 [Accardi - Attardi - Consagra - Dorazio - Guerrini - Per, Illi - Sanfilippo - Turcato]
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Détails
- Année
- 1947
- Lieu d'édition
- Roma,
- Auteur
- Forma 1 [Accardi - Attardi - Consagra - Dorazio - Guerrini - Per, Illi - Sanfilippo - Turcato]
- Pages
- pp. [8].
- Éditeurs
- s. n.,
- Format
- 350 x 247 mm,
- Edition
- Edizione originale.
- Thème
- Avanguardie internazionaliArte Cataloghi Monografie
- Description
- giornale autocopertinato fermato con un punto metallico,
- Premiére Edition
- True
Description
PERIODICOEdizione originale.Più che buon esemplare (fogli uniformemente bruniti con leggere gore agli angoli superiore e inferiore; strappi alla testa e al piede del dorso).Primo e unico numero del “mensile di arti figurative” «Forma 1». Uscito nel marzo del 1947, il foglio voluto da Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato si propose come vero e proprio manifesto del nuovo approccio all’arte capace di superare la rigida divisione tra realismo e astrattismo. Ed è alla prima pagina di questo raro e storico foglio che gli artisti riuniti nel futuro “Gruppo Forma 1” affidarono la loro proposta insieme artistica e politica: «Noi ci proclamiamo FORMALISTI e MARXISTI, convinti che i termini marxismo e formalismo non siano INCONCILIABILI., specialmente oggi che gli elementi progressivi della nostra società debbono mantenere una posizione RIVOLUZIONARIA e AVANGUARDISTICA e non adagiandosi nell’equivoco di un realismo spento e conformista che nelle sue più recenti esperienze in pittura e in scultura ha dimostrato quale strada limitata ed angusta esso sia». Importante, per comprendere la collocazione antinaturalistica ma non per questo distaccata o disinteressata alla realtà, il quinto punto del programma, in cui i formalisti affermavano che: «Nel nostro lavoro adoperiamo le forme della realtà oggettiva come mezzi per giungere a forme astratte oggettive. Ci interessa la forma del limone, e non il limone».