Il confino di Leone e Natalia Ginzburg a Pizzoli
Il confino di Leone e Natalia Ginzburg a Pizzoli | Livres anciens et modernes | Roberto Delle Cese
Il confino di Leone e Natalia Ginzburg a Pizzoli
Il confino di Leone e Natalia Ginzburg a Pizzoli | Livres anciens et modernes | Roberto Delle Cese
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Détails
- Année
- 2025
- ISBN
- 9791257140809
- Auteur
- Roberto Delle Cese
- Pages
- 118
- Série
- Biblioteca del vascello
- Éditeurs
- Robin
- Format
- 230×152×9
- Thème
- Ginzburg, Natalia, Ginzburg, Leone, Biografie: scrittori, Studi letterari: 1900–2000 ca., Oppressione e persecuzione politica, L’Aquila, 1939-1945 circa (periodo della Seconda Guerra mondiale), 1943–1945 (Italia: Liberazione dal Fascismo e Resistenza)
- Etat de conservation
- Neuf
- Langues
- Italien
- Reliure
- Couverture souple
- Condition
- Neuf
Description
Facendo riferimento alle lettere scritte da Leone Ginzburg durante il confino a Pizzoli e attraverso costanti rimandi alle opere letterarie ideate dalla moglie Natalia nello stesso periodo, il testo ricostruisce dettagliatamente la vita della giovane coppia di intellettuali durante il forzato soggiorno in Abruzzo. I due protagonisti della cultura italiana, insieme ai figli Carlo, Andrea e Alessandra (nata a L’Aquila nel marzo del 1943), trascorsero circa tre anni a Pizzoli, dove Leone – antifascista di origine ebraiche – era stato forzatamente mandato durante i primi anni della Seconda guerra mondiale. Nelle intenzioni del regime il paese abruzzese sarebbe dovuto essere un luogo di esilio, ma la popolazione locale si rivelò inaspettatamente accogliente e affabile verso Leone e Natalia, rendendo meno doloroso il loro allontanamento dai luoghi cari e dai visi amici. Leone e Natalia furono costretti a trasferirsi nell’aquilano a causa del loro impegno intellettuale contro il regime, tuttavia i pizzolani compresero il dramma che stava vivendo la giovane famiglia e molti di loro si strinsero attorno ad essa affascinati dall’intelligenza di Leone e conquistati dall’umanità di Natalia. La scrittrice, che durante il confino firmava le sue opere con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, nel suo racconto Inverno in Abruzzo evocherà il soggiorno a Pizzoli come il “tempo migliore della mia vita”.