Il Don Pirlone. Giornale di caricature politiche. Anno 1848-49. Dal n. 1 al n. 234
Il Don Pirlone. Giornale di caricature politiche. Anno 1848-49. Dal n. 1 al n. 234 | Livres anciens et modernes |
Il Don Pirlone. Giornale di caricature politiche. Anno 1848-49. Dal n. 1 al n. 234
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Détails
- Année
- 1848
- Lieu d'édition
- Roma
- Éditeurs
- Stamperia di Raffaele Pierro
- Jaquette
- False
- Dédicacée
- False
- Print on demand
- False
- Condition
- Ancien
- Premiére Edition
- False
Description
In-4° grande, pp. (4) per ogni fascicolo con all'interno una litografia a piena pagina, legatura dell'epoca in tutta tela, dorso muto. Collezione completa. Tutto il pubblicato, dal n. 1 del 4 settembre 1848 al n. 234 del 2 luglio 1849. Le 234 belle tavole litografiche (anche a piena pagina) sono anonime, per evitare di esporre i disegnatori ad inchieste e persecuzioni. Al fontespizio di ogni fascicolo la Maschera del Don Pirlone con il cappello a falda larga a sovrastare il motto 'Intendami chi può, ch'i' m'intend'io'. Raro giornale satirico illustrato, tra i più significativi e audaci prodotti della stampa politica italiana del Risorgimento. Don Pirlone fu pubblicato a Roma durante il periodo rivoluzionario del 1848 e nel breve arco della Repubblica Romana, distinguendosi per la violenza satirica delle immagini e per l’esplicita polemica contro il potere temporale della Chiesa, il clero e le figure politiche reazionarie. Il periodico si caratterizza per grandi caricature a piena pagina, di forte impatto visivo, accompagnate da testi ironici e corrosivi. La pubblicazione ebbe vita brevissima e fu oggetto di censure, sequestri e distruzioni, fattori che spiegano l’estrema rarità degli esemplari giunti fino a noi, spesso incompleti o in condizioni precarie. La sua circolazione fu prevalentemente clandestina o semiclandestina, e la raccolta completa dei numeri è oggi considerata di grande rarità bibliografica. Dal punto di vista storico, Don Pirlone rappresenta una delle massime espressioni della satira politica illustrata italiana ottocentesca, paragonabile, per spirito e radicalità, ai fogli satirici francesi coevi. Le sue tavole costituiscono una fonte iconografica primaria per lo studio del clima politico romano alla vigilia e durante la caduta del potere papale nel 1849.