Itinerario di Paolina
Itinerario di Paolina | Livres anciens et modernes | Banti, Anna [Lucia Lopresti]
Itinerario di Paolina
Itinerario di Paolina | Livres anciens et modernes | Banti, Anna [Lucia Lopresti]
avec un achat minimum de 100,00€
Mode de Paiement
- PayPal
- Carte bancaire
- Virement bancaire
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Détails
- Année
- 1937
- Lieu d'édition
- [Roma],
- Auteur
- Banti, Anna [Lucia Lopresti]
- Pages
- pp. 179 [5].
- Éditeurs
- Augustea,
- Format
- in 16°,
- Edition
- Prima edizione.
- Thème
- Narrativa Italiana del '900
- Description
- brossura celeste con titoli neri e azzurri,
- Premiére Edition
- True
Description
LIBROPrima edizione.CON AUTOGRAFO.Esemplare in complessivo ottimo stato (sporadiche fioriture alla brossura e alle carte) pregiato da dedica autografa a Piero Bigongiari e alla moglie Elena datata 3 luglio 1952.Opera prima, ormai di grande rarità, della già storica dell’arte Lucia Lopresti che fin dal 1930 – con la pubblicazione del racconto «Barbara e la morte» su «La Tribuna Illustrata» del 13 luglio – aveva scelto di firmare le proprie opere letterarie con lo pseudonimo di Anna Banti. Più tardi autrice di celebri romanzi (a partire dal capolavoro «Artemisia» del 1947) e protagonista con il marito Roberto Longhi della rivista «Paragone», per questo esordio la scrittrice fiorentina si affida a ricordi legati alla propria infanzia e alla propria adolescenza, costruendo dunque un “itinerario” in larga parte autobiografico. Edito dalla casa editrice romana «Augustea» - legata all’omonima rivista organica al regime diretta da Franco Ciarlantini, già fondatore nel 1910 della Alpes e deputato fascista dal 1924 – il libro venne favorevolmente accolto da Emilio Cecchi. In una recensione apparsa su «Omnibus» del 17 aprile 1937, il grande critico toscano non esitava infatti ad avvicinare Banti all’«impressionismo magico» di Katherine Mansfield e al «lirismo lievemente allucinativo» di Virginia Woolf, pur imponendo una propria, già chiara, identità (che pure rischiava, aggiungeva Cecchi, di renderla «impietosa» per una «eccessiva intelligenza»).