La mafia di A. Vizzini
La mafia di A. Vizzini | Livres anciens et modernes | Vizzini, Antonio
La mafia di A. Vizzini
La mafia di A. Vizzini | Livres anciens et modernes | Vizzini, Antonio
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Détails
- Année
- 1880
- Lieu d'édition
- Roma,
- Auteur
- Vizzini, Antonio
- Pages
- pp. 153 [1].
- Éditeurs
- Tipografia Artero,
- Format
- in 8°,
- Edition
- Prima edizione.
- Thème
- Politica
- Description
- brossura originale color ocra stampata in nero ai piatti,
- Premiére Edition
- True
Description
LIBROPrima edizione.Ottimo esemplare (leggeri arricciamenti marginali alla brossura, dorso leggermente abraso, fessurato al piede, leggere tracce d’adesione ai piatti). Nota manoscritta di antico possessore al frontespizio: «Opuscolo senza valore morale e senza notizie di sorta, scritto da uno che sognava, se non mentiva, in odio a Mazzini. È inutile di leggerlo [sic]».Con uno sguardo a volo d’uccello sul fenomeno della criminalità in Sicilia, l’autore in otto capitoli («Un uomo», «Origine della Mafia», «Mezzi e precetti della Mafia», «Il tribunale di Mazzini», «La ribellione di Palermo del 1866», «I nomi: Oblonica e Mafia», «L'artificio della setta» e «I governi d'Europa e il Papato») avanza l’idea che Mazzini fosse l’uomo a capo della mafia, cosa di cui era già stato accusato in passato: «attorno al nodo dell'unificazione nazionale nascono il termine e il concetto di mafia. Per collocare le cose nel loro contesto dobbiamo partire dalla debolezza del partito moderato, su cui si regge il governo, nei confronti delle due correnti prevalenti nell'isola, la garibaldina e la regionalista. I funzionari della Destra storica dicono “mafiosi” i briganti e i renitenti alla leva, i notabili a capo dei partiti municipali e i piccoli delinquenti, gli avversari dell'ordine sociale e quelli dell'ordine politico; a un fantomatico complotto tra clericali, borbonici, mazziniani e “mafia” viene ad esempio attribuita la responsabilità della rivolta palermitana del settembre 1866» (Salvatore Lupo, «Mafia», in «Enciclopedia delle scienze sociali», 1996). Attestato in otto sedi del sistema bibliotecario nazionale, il libro è invece divenuto molto raro con il tempo.