La scimmia sulla schiena [Junkie] (introduzione di Fernanda Pivano)
La scimmia sulla schiena [Junkie] (introduzione di Fernanda Pivano) | Livres anciens et modernes | Burroughs, William (Traduzione Di Bruno Oddera)
La scimmia sulla schiena [Junkie] (introduzione di Fernanda Pivano)
La scimmia sulla schiena [Junkie] (introduzione di Fernanda Pivano) | Livres anciens et modernes | Burroughs, William (Traduzione Di Bruno Oddera)
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Détails
- Année
- 1962-1962
- Lieu d'édition
- Milano,
- Auteur
- Burroughs, William (Traduzione Di Bruno Oddera)
- Pages
- pp. [2] 250 [4].
- Série
- collana «La Scala»,
- Éditeurs
- Rizzoli,
- Format
- in 8°,
- Edition
- Prima edizione italiana.
- Thème
- Narrativa Straniera del '900
- Description
- cartonato illustrato su entrambi i piatti con titoli neri e bianchi al piatto e al dorso (grafica di Mario Dagrada),
- Premiére Edition
- True
Description
LIBROPrima edizione italiana.Esemplare molto buono. Cartonato con perimetrale fioritura nella parte inferiore dei piatti anteriore e posteriore, piede del dorso brunito; carte con occasionale e leggere fioritura perimetrale, tagli lievemente e non uniformemente fioriti. Contiene scheda bibliografica editoriale.Bellissima prima edizione italiana del 1962 di «La scimmia sulla schiena», impreziosita dalla copertina suggestiva e iconica di Mario Dagrada, responsabile dal 1961 della linea grafica di diverse collane Rizzoli, tra cui «La Scala». Non esiste una figura più complessa e impossibile da costringere in una qualche forma chiara e rassicurante nel panorama letterario del secondo dopoguerra americano - ma si dovrebbe in questo caso certamente allargare il campo - di William Burroughs. Rampollo ben educato di una ricca famiglia, dissipatore di potenzialità convenzionali, omicida - per sbaglio? - della moglie in Messico durante uno stupido gioco, poeta e scrittore sentimentsssdxzsdddalmente legato ad Allen Ginsberg e considerato un padre - dionisiaco e liberatore - da altri protagonisti del cosiddetto “movimento Beat”, spacciatore e geniale narratore di mondi chimici in un momento in cui la droga, come ricorda Fernanda Pivano nell’introduzione alla presente prima edizione italiana di «Junkie», veniva indicata proprio da Burroughs a una generazione di artisti e intellettuali sbandati e disillusi come mezzo per accedere a stati nuovi, superiori e inferiori, paradisiaci e infernali, alienati eppure potenti, superando l’alcol come feticcio tipicamente nordamericano di fallimentare ribellione. «La scimmia sulla schiena», scritto nel 1953, è il minuzioso e sorprendentemente lucido racconto dell’origine del personale rapporto dell’autore con le droghe e delle visioni, mutazioni, percezioni da esse indotte.