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Memorie di un bambino in preghiera. Nell'Italia religiosa degli anni Cinquanta

Memorie di un bambino in preghiera. Nell'Italia religiosa degli anni Cinquanta | Livres anciens et modernes | Giampiero Comolli

Livres anciens et modernes
Giampiero Comolli
Claudiana, 2021
21,85 € 23,00 €
(Torino, Italie)

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Détails

  • Année
  • 2021
  • ISBN
  • 9788868983338
  • Auteur
  • Giampiero Comolli
  • Pages
  • 284
  • Série
  • Nostro tempo (160)
  • Éditeurs
  • Claudiana
  • Format
  • 210×148×15
  • Thème
  • Narrativa biografica, Cattolicesimo Romano, Chiesa Cattolica Romana, Testimonianze religiose personali e opere divulgative, d’ispirazione per il fedele, Italia, 1950–1959
  • Etat de conservation
  • Neuf
  • Langues
  • Italien
  • Reliure
  • Couverture souple
  • Condition
  • Neuf

Description

L’Italia degli anni Cinquanta nei ricordi di chi quel decennio lo ha vissuto da bambino. Una narrazione autobiografica che, pur basandosi solo sulla memoria, racconta con precisione e viva intensità l’ambiente culturale e sociale di tale periodo, dando particolare risalto alla chiesa e alla religiosità cattoliche che esercitavano all’epoca un ruolo egemonico e pervasivo. Nella rievocazione della formazione di fede, questo lavoro di rammemorazione ci descrive come si presenti l’immagine di Dio e dell’aldilà nell’infanzia, quali effetti possa avere l’insegnamento religioso non solo sui bambini e sulle bambine dell’epoca in questione, ma forse su quelli di ogni tempo. La nostra nuova catechista, signorina Gagliardi, ci avverte: «Se uno di voi, a messa, durante la consacrazione, guardasse il sacerdote che sta proclamando Hoc est enim corpus meum, vedrebbe Gesù in persona scendere dal cielo e infilarsi nell’ostia. Ma in realtà, nessuno, a parte il sacerdote lo può vedere, perché tutti in quel sacro momento devono stare inginocchiati, con le mani sulla faccia. Guai a sbirciare tra le dita: è peccato grave! Ed è pericolosissimo!». «Perché, signorina Gagliardi?». «Perché si morirebbe sull’istante, fulminati. Vedere Gesù che entra nell’ostia sarebbe una visione troppo spaventosa per i nostri deboli occhi. E rimarremmo appunto fulminati».

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