Padroni del blu
Padroni del blu | Livres anciens et modernes | Stefano Bolognesi, Ettore Malvini
Padroni del blu
Padroni del blu | Livres anciens et modernes | Stefano Bolognesi, Ettore Malvini
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Détails
- Année
- 2026
- ISBN
- 9788893469654
- Auteur
- Stefano Bolognesi
- Pages
- 76
- Série
- Agape (269)
- Éditeurs
- La Vita Felice
- Format
- 199×120×7
- Thème
- Poesia di singoli poeti, Poesia moderna e contemporanea (dal 1900 ca. in poi)
- Préface par
- Ettore Malvini
- Etat de conservation
- Neuf
- Langues
- Italien
- Reliure
- Couverture souple
- Condition
- Neuf
Description
"Nel panorama della poesia contemporanea italiana, Padroni del blu di Stefano Bolognesi emerge come un’opera di radicamento e riscoperta. Il percorso è quello di un viaggio circolare, che dalla memoria collettiva e contadina si inoltra verso una dimensione interiore e quasi metafisica. Il linguaggio, limpido e ruvido, restituisce alla parola la concretezza della terra e il fiato delle creature che la abitano. È un impasto di registri in cui il lirismo si mescola all’oralità, il dialetto affiora come radice affettiva e la parlata popolare convive con improvvisi slanci di purezza classica. È una lingua che sa di cuoio e di neve, di legna spaccata e d’acqua di torrente; capace di nominare le cose con precisione quasi sacrale, si fa testimonianza, canto civile e confessione carnale insieme. Tra i tratti più caratterizzanti dell’opera spiccano la precisione lessicale e la vividezza delle immagini, che conferiscono alla scrittura una potenza quasi pittorica: il lettore vede, sente, odora il mondo evocato. Vi è poi in questi versi l’uso accorto dell’ironia, che non è mai sarcasmo né derisione, ma una forma di resistenza alla disperazione. [.] Il poeta trasfigura l’assurdo quotidiano in una metafisica comica: il sorriso diventa l’unica risposta possibile alla sconfitta, la forma terrestre della misericordia. Questa leggerezza, che affiora anche nei passaggi più drammatici, conferisce alla raccolta un tono di umanità spiazzante: il dolore è sempre temperato da una scintilla di gioco, come se ogni ferita potesse aprirsi su un miracolo." (dalla postfazione di Ettore Malvini)