Quote e orizzonti. Carlo Scarpa e i paesaggi veneti
Quote e orizzonti. Carlo Scarpa e i paesaggi veneti | Livres anciens et modernes | Gianluca Frediani
Quote e orizzonti. Carlo Scarpa e i paesaggi veneti
Quote e orizzonti. Carlo Scarpa e i paesaggi veneti | Livres anciens et modernes | Gianluca Frediani
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Détails
- Année
- 2015
- ISBN
- 9788874626991
- Auteur
- Gianluca Frediani
- Pages
- 142
- Série
- Diap print/Teorie (4)
- Éditeurs
- Quodlibet
- Format
- 218×150×10
- Thème
- Scarpa, Carlo, Singoli architetti e studi di architettura, Storia dell’arte, XX secolo, 1900–1999
- Etat de conservation
- Neuf
- Langues
- Italien
- Reliure
- Couverture souple
- Condition
- Neuf
Description
A quasi quarant'anni dalla sua morte, Carlo Scarpa è forse l'architetto italiano più conosciuto all'estero. Sulla sua figura esistono approfonditi studi critici, la bibliografia sulle sue opere è vasta; ciò nonostante, la densità del suo lavoro è tale da aprire sempre nuovi spiragli di interesse. Oggi l'integrale accessibilità ai suoi archivi consente di seguire lo sviluppo delle sue idee basandosi sugli schizzi e i disegni originali. Questo è stato il percorso di ricerca compiuto nel saggio, che mette a fuoco una parentesi della sua lunga attività, appoggiandosi a materiali inediti. Da questo paziente lavoro emerge un ampio quadro di riferimenti che, se da un lato avvicinano Scarpa alle opere di Palladio, Giorgione, Longhena e Lotto, dall'altro lo collocano nel cuore del dibattito moderno, fra Le Corbusier, Wright e Mies. Il saggio si concentra su un problema specifico e su un luogo particolare, il rapporto fra architettura e paesaggio nei lavori "asolani": la Gipsoteca canoviana (1955-1957) a Possagno e la Tomba Brion (1969-1978) a San Vito di Altivole. Nella Gipsoteca, la quota +1,37 m segna il livello dei piedi; nella Tomba Brion, la quota +1,62 m fissa il livello degli occhi. Fra questi due estremi Scarpa calibra i suoi paesaggi architettonici quasi come macchine ottiche, per vedere lontano senza essere visti.