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Ritratto di Luisa Baccara

Ritratto di Luisa Baccara | Livres anciens et modernes | D’Annunzio, Gabriele - De Carolis, Adolfo

Livres anciens et modernes
D’Annunzio, Gabriele - De Carolis, Adolfo
presso la Fionda,, 1920
1100,00 €
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Détails

  • Année
  • 1920
  • Lieu d'édition
  • In Roma,
  • Auteur
  • D’Annunzio, Gabriele - De Carolis, Adolfo
  • Pages
  • pp. 41 [3], con incisioni di De Carolis nel testo.
  • Éditeurs
  • presso la Fionda,
  • Format
  • in 16° oblungo,
  • Edition
  • Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
  • Thème
  • Narrativa Italiana del '900 Libri Illustrati e d'Artista Musica
  • Description
  • brossura stampata in nero e rosso dietro disegno di Adolfo de Carolis,
  • Premiére Edition
  • True

Description

LIBRO Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini. Ottimo esemplare, complessivamente molto pulito (parziale distacco del dorso professionalmente fermato). Ex libris «Paola Sorge Delfico» al retro del frontespizio. Raro libretto fuori commercio che testimonia ancora una volta l’eccezionale sodalizio artistico tra i due protagonisti di Fiume, D’Annunzio e De Carolis. L’opera è tutta incentrata su Luisa Baccara, pianista e amante del poeta, che si legò a lui nel 1919, lo seguì da Fiume a Gardone e gli rimase vicino fino agli anni del Vittoriale. A lei, innanzitutto, è dedicata la bellissima incisione in sanguigna di De Carolis, che apre il volumetto: «Leggermente inclinato il capo, elegante la linea flessa del collo, segnate le spalle, compatto il volume della capigliatura, [.] accentuato l’arco sopraccigliare che incornicia la fessura nera e concentrata dell’occhio sinistro, [.] ben disegnata la bocca dal sorriso trattenuto, [.] pronunciato il mento: elementi, codesti, che contribuiscono nel loro insieme a “scolpire” un bassorilievo cartaceo, mentre sullo sfondo, in verticale, svettano le canne di un organo che rileggono la performance musicale equiparandola a un rito sacro» (Crotti, p. 187). Il ritratto realizzato da De Carolis è seguito da quello composto da D’Annunzio, che si articola in due movimenti, a formare un dittico: il primo, intitolato «La figura» (uscito in prima istanza su «La Vedetta d’Italia», Fiume 20 febbraio 1920), prende le mosse proprio dall’incisione di De Carolis, intessendo con questa un dialogo serrato e dando conto «della personalità artistica della Baccara, della sua eccellenza e, soprattutto, delle fantasmagoriche rispondenze tra il corpo della pianista, il suo strumento e colui che reinterpreta questi fattori» (Crotti, p. 188). Il secondo, intitolato «La maestria» (pubblicato nel luglio 1920 sulla rivista «Poesia» diretta da Mario Dessy), pur continuando negli elogi della pianista, «grazie a riferimenti, citazioni, autocitazioni, digressioni, sconfinamenti e allusioni di vario tenore [.] è teso a fare interagire problematiche estetiche e musicali con assunti più spiccatamente ideologici» (Crotti, pp. 188-9). Il volumetto, per quanto poco noto ai non specialisti, nella sua veste tipografica di grande pregio e nella raffinata corrispondenza tra immagini e prosa si configura come una delle più pregevoli prove fiumane di D’Annunzio e De Carolis.

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