Apollo e Marsia e il giudizio di re Mida
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Détails
- Année
- 1581
- Format
- 312 X 227
- Graveurs
- MEIER Melchior
- Description
- Bartsch, XVI.246; Barryte, pp. 332 -333 n. 27; The Simple Art, n. 31, pp. 56-57; Nagler, IV, p. 562, no.1802; Hollstein 7.
Description
Bulino, 1581, firmato e datato nella tavoletta in alto a sinistra: FRANC.[ISCO] MED[ICEO]/MA. [GNO] ETRVR. [IAE] D.[UCI] II. P.[ATRONO] B.[ENE] M.[ERENTI]/ 15. D[e]D[ICAVIT] 81./ M. M. Magnifica prova, ricca di toni e ben contrastata, impressa su carta vergata coeva, con filigrana “cerchio con aquila, sormontato da corona”, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione.La dedica è a Francesco de’ Medici (1541 – 1587), II Granduca di Toscana, figlio di Cosimo I ed Eleonora di Toledo.In questa incisione, si trovano combinati insieme due contese musicali: quella tra Apollo e Marsia e tra Apollo e Pan. Le fonti classiche narrano, infatti, che il satiro Marsia diventato molto abile nel suonare il flauto, osò sfidare Apollo, dio della musica, certo di poterlo battere. Il dio accettò e chiamò le Muse a giudicare la contesa. Naturalmente ne uscì vincitore e punì il satiro in maniera atroce legandolo ad un albero e scuoiandolo vivo. Nella scena appare anche re Mida chiamato, secondo le fonti a giudicare un’altra contesa musicale, quella tra Apollo e Pan e punito dal dio con delle orecchie asinine per aver ingenuamente dato la vittoria al satiro, che è raffigurato in piedi alle spalle del re. Nelle fonti iconografiche, contrariamente a quelle letterarie, la figura di Mida e quella di Marsia sono frequentemente associate. L’accuratezza anatomica delle figure rispecchia in pieno il gusto tardo cinquecentesco e rivela la competenza dell’incisore rispetto alla materia. La figura di Apollo s’ispira chiaramente alla celebre statua di Apollo del Belvedere (Musei Vaticani) per quanto, probabilmente per la sensibilità nordica dell’autore, non viene mantenuta la bellezza della posa e dei drappeggi. In accordo al gusto tardo cinquecentesco, la figura di Apollo è molto più muscolosa rispetto al modello.Inoltre, a causa del loro destino condiviso, Marsia era collegato iconograficamente all'apostolo San Bartolomeo, immortalato nel Giudizio Universale della Cappella Sistina di Michelangelo. Forse più rilevante, tuttavia, lo scuoiamento divenne di nuovo attuale nel 1571, quando il comandante veneziano Marcantonio Bragadin, difensore di Cipro, fu scorticato vivo dai Turchi. Nel 1580 la pelle del comandante fu rubata da Costantinopoli e restituita a Venezia. Con gruppi figurativi disparati, la stampa di Meier del 1581 allude al conflitto in corso. Poco è noto della biografia di Melchior Meier, se non che dalla Germania si spostò a Firenze. Ci sono giunte circa dieci incisioni, di cui alcune da dipinti di Tiziano e altre con ritratti dei Medici. Nel 1581 dedicò a Francesco I, duca di Firenze, un’incisione a bulino raffigurante Apollo e Marsia. Si presume che il bulino sia stato utilizzato come modello sia per un dipinto ora ad Arezzo, sia per questa incisione all’acquaforte.Probabilmente nella scelta del soggetto del bulino per Francesco I si deve cogliere un elogio al duca quale Apollo della scena artistica fiorentina.Del resto, soggetti quali la punizione di Marsia e il martirio di S. Sebastiano diventano molto popolari dopo la pubblicazione dell’opera di Vesalio (1543), in quanto forniscono agli artisti la possibilità di unire le loro conoscenze anatomiche con la rappresentazione di soggetti classici. Engraving, 1581, signed and dated on plaque: FRANC.[ISCO] MED[ICEO]/MA. [GNO] ETRVR. [IAE] D.[UCI] II. P.[ATRONO] B.[ENE] M.[ERENTI]/ 15. D[e]D[ICAVIT] 81./ M. M.A great example, printed on contemporary laid paper, with “eagle in circle, crowned” watermark, trimmed close to platemark, in good condition.This stunning scene draws on two entertaining episodes from Ovid’s Metamorphoses. The section on the left draws on Ovid’s account of the punishment inflicted on the satyr Marsyas for his boast that his musical talents surpassed those of the god Apollo. Elsewhere, Ovid relates a musical contest between the Arcadian god Pan and Apollo, in which Apollo transforms Midas’s ears into those of a donkey for preferring Pan’s tunes. Meier’s representation skilfully weaves together these twomythological tales, depicting the flayed Marsyas on the left, while the god mocks the donkey-eared Midas with Marsyas’ flayed skin on the right.The engraving is dedicated to Francesco I de Medici. It has been proposed that Melchior intended a compliment to Duke Francesco as the Apollo of the Florentine art scene. However, subjects as Apollo flaying Marsyas and the martyrdom of St. Sebastian became increasingly popular after the appearance of Vesalius’ book of 1543 since they afforded artists the opportunity of combining a display of their anatomical knowledge with a standard artistic subject.The depiction of mighty Apollo in the centre of the engraving shows the unmistakable influence of the Apollo Belvedere, one of the most famous of the classical sculptures that were studied by Renaissance artists, although, perhaps due to his northern sensibility, Melchior really missed the niceties of the statue’s stance and the modestly draped the figure as well. In accordance with late sixteenth - century taste, the figure is more evidently muscular than the original.Marsyas was linked iconographically to the apostle St. Bartholomew, immortalized in Michelangelo's Sistine Chapel Last Judgment. Perhaps more relevant, however, flaying became topical again in 1571, when the Venetian commander Marcantonio Bragadin, defender of Cyprus, was flayed alive by invading Turks. In 1580 Bragadins skin was stolen from Constantinople and returned to Venice. With disparate figural groups, Meier's 1581 print alludes to the ongoing conflict. Cfr. Bartsch, XVI.246; Barryte, pp. 332 -333 n. 27; The Simple Art, n. 31, pp. 56-57; Nagler, IV, p. 562, no.1802; Hollstein 7.