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Il Trionfo della Fama

Gravures
PENCZ Georg
1539
1250,00 €
(Roma, Italie)
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Détails

  • Année
  • 1539
  • Format
  • 208 X 140
  • Graveurs
  • PENCZ Georg

Description

Il Trionfo della Fama; la figura alata della Fama che suona due trombe in piedi su due elefanti a sinistra; il corteo con i soldati romani che conducono i prigionieri attraverso antiche rovine romane, tra cui la piramide di Caio Cestio all'estrema sinistra e la testa di Costantino e il grande frammento di piede capitolino in primo piano a sinistra. Sullo sfondo si notano alcune costruzioni architettoniche, ricordo di Roma e Tivoli, mentre in primo piano, a sinistra, si trova l'enorme testa dell'imperatore Costantino, oggi conservata in Campidoglio. Bulino, 1539 circa, firmato con il monogramma in alto al centro; scritta in basso: 'FAMA PEREMUS ERIT QUAM NEC TONIS IRA NEC IGNES/ NEC POTERIT EERRUM NEC EDAX ABOLERE VETUSTAS'. Dall'insieme "I trionfi di Petrarca". Esemplare nel terzo stato di quattro. I Trionfi sono un poema allegorico in volgare italiano in terzine scritto da Francesco Petrarca, e articolato in dodici capitoli raggruppati in sei Triumphi, ciascuno dedicato ad una visione ottenuta dal poeta in sogno. È quindi presente una successione di sei trionfi: Amore, Pudicizia, Morte, Fama, Tempo ed Eternità. Nel Trionfo della Fama (Triumphus Fame) la Fama conduce con sé un corteo di personaggi celebri per le azioni (divisi in romani, stranieri e moderni, in modo analogo ai Rerum memorandarum libri) o per le opere di ingegno, ai quali è assicurata la sopravvivenza oltre la morte. Georg Pencz (1500 circa - 11 ottobre 1550) è stato un incisore, pittore e stampatore tedesco. Pencz nacque probabilmente a Westheim, vicino a Bad Windsheim, in Franconia. Si recò a Norimberga nel 1523 e si unì all'atelier di Albrecht Dürer. Come Dürer, visitò l'Italia e fu profondamente influenzato dall'arte veneziana; si ritiene che abbia lavorato con Marcantonio Raimondi. Nel 1525 fu imprigionato insieme ai fratelli Barthel Beham e Hans Sebald Beham, i cosiddetti "pittori senza Dio", per aver diffuso le idee radicali di Thomas Müntzer. I tre furono graziati poco dopo e divennero parte del gruppo noto come "Piccoli Maestri" per le loro piccole, intricate e influenti stampe. Intorno al 1539 Pencz tornò brevemente in Italia, visitando per la prima volta Roma, per poi tornare a Norimberga nel 1540, dove divenne pittore della città e ottenne il suo maggior successo come ritrattista. Come incisore, si colloca tra i migliori dei "piccoli maestri" tedeschi. Tra le stampe degne di nota si ricordano i ' Sei trionfi di Petrarca ' e la Vita ' di Cristo ' (26 tavole). ' Poco prima del 1520, alcuni giovani artisti della cerchia di Albercht Dürer presero a realizzare incisioni molto piccole che hanno sfidato lo spettatore con un mondo in miniatura, un mondo di nuovo soggetto laico e di interpretazioni non convenzionali di temi tradizionali. A causa delle ridotte dimensioni delle loro incisioni, questi artisti sono stati appellati a lungo, con il nome collettivo, e poco lusinghiero, di Piccoli Maestri di Norimberga. Il nucleo del gruppo consiste in tre artisti di Norimberga, Hans Sebald & Bartel Beham e Georg Pencz, e inoltre Jacob Bink da Colonia e Heinrich Aldegrever da Soest. Straordinaria prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, in eccellente stato di conservazione. Ex collezione Albert Camesina (Lugt 88). Bibliografia Landau 1978, Catalogo completo dell'opera grafica di Georg Pencz (118); Hollstein, German engravings, etchings and woodcuts c.1400-1700 (99.IV); Bartsch; Le Peintre graveur (VIII.357.119). The Triumph of Fame; the winged figure of Fame blowing two trumpets standing on two elephants at left; the procession with Roman soldiers leading captives through ancient Roman ruins, including the pyramid of Cestius at far left and the head of Constantine and the large Capitoline foot fragment in left foreground. Some architectural constructions, a recollection of Rome and Tivoli, can be seen in the background. Engraving, 1539 circa, signed with monogram at upper centre and lettered there: 'FAMA PEREMUS ERIT QUAM NEC TONIS IRA NEC IGNES/ NEC POTERIT EERRUM NEC EDAX ABOLERE VETUSTAS'. From the set “Petrarch’s triumphs”. Example in the third state of four. The Trionfi is an allegorical poem in Italian vernacular tercets written by Francesco Petrarch, and divided into twelve chapters grouped into six Triumphi, each dedicated to a vision obtained by the poet in a dream. Thus there is a succession of six Triumphs: Love, Modesty, Death, Fame, Time and Eternity. In the Triumph of Fame (Triumphus Fame) Fame leads with her a procession of personages famous for deeds (divided into Roman, foreign and modern, in a manner analogous to the Rerum memorandarum libri) or works of ingenuity, who are assured survival beyond death. Shortly before 1520, some young artists in Albercht Dürer's circle took to making very small engravings that challenged the viewer with a miniature world of new secular subject matter and unconventional interpretations of traditional themes. Because of the small size of their engravings, these artists have long been affixed with the collective, and unflattering, name of Small Nuremberg Masters. The core of the group consists of three artists from Nuremberg, Hans Sebald & Bartel Beham and Georg Pencz, and in addition Jacob Bink from Cologne and Heinrich Aldegrever from Soest. Georg Pencz (c. 1500 – 11 October 1550) was a German engraver, painter and printmaker. He travelled to Nuremberg in 1523 and joined Albrecht Dürer’s atelier. Like Dürer, he visited Italy and was profoundly influenced by Venetian art; it is believed he worked with Marcantonio Raimondi. In 1525, he was imprisoned with the brothers Barthel Beham and Hans Sebald Beham, the so-called "godless painters", for spreading the radical views of Thomas Müntzer. The three were pardoned shortly afterwards and became part of the group known as the "Little Masters" because of their tiny, intricate, and influential prints. Around 1539, Pencz briefly returned to Italy, visiting Rome for the first time, returning to Nuremberg in 1540, where he became the city painter and earned his greatest success as a portraitist. As an engraver, he ranks among the best of the German “Little Masters”. Notable prints include ' Six Triumphs of Petrarch ' and ' Life of Christ ' (26 plates). Excellent work, rich in shades, printed on contemporary laid paper without watermark, trimmed to platemark, in excellent condition. Ex collezione Albert Camesina (Lugt 88). Bibliografia Landau 1978, Catalogo completo dell'opera grafica di Georg Pencz (118); Hollstein, German engravings, etchings and woodcuts c.1400-1700 (99.IV); Bartsch; Le Peintre graveur (VIII.357.119). Cfr.

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