La Fortuna
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Détails
- Année
- 1635
- Format
- 145 X 235
- Graveurs
- CANTARINI detto "Il Pesarese" Simone
Description
Acquaforte, priva di firma. Esemplare di secondo stato di due con l’aggiunta in basso dell’iscrizione “G. Renus in. Et fec”. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, in ottimo stato di conservazione. L'incisione deriva da un noto dipinto di Guido Reni del 1623 circa, conservato oggi nella Pinacoteca Vaticana ed è eseguita nello stesso senso dell'opera che riproduce, con qualche piccola variante. Per la ripresa del soggetto, per lo stile assolutamente reniano nella resa morbida del segno all'acquaforte, per quanto con alcune incertezze nel tratteggio, questa stampa è databile al primo periodo di attività del Cantarini, tra il 1635-36, in cui egli fu a Bologna presso la bottega di Guido Reni. Fu in questi anni che egli iniziò a dedicarsi all'incisione, ed il suo stile è caratterizzato da una strettissima aderenza all'opera del maestro, tanto che molte sue stampe giovanili furono ritenute del Reni. Secondo un'iconografia assai diffusa, la Fortuna appare nella rappresentazione allegorica come una donna nuda che corre su un globo, in atto di versare oro e monete alla cieca, per indicare la totale casualità dei benefici di questa dea. Simone Cantarini detto il Pesarese o Simone da Pesaro (Pesaro, aprile 1612 – Verona, 1648) è stato un pittore italiano, di stile barocco e appartenente alla scuola bolognese. Allievo e seguace fedele di Guido Reni, il Cantarini se ne distaccò in seguito ad una clamorosa rottura nel 1637 che lo allontanò dalla scuola del maestro ma non gli fece perdere l’aderenza stretta allo stile di lui. Dal 1639 è a Pesaro e successivamente a Roma, dove conosce il linguaggio classicista dei Carracci e le tendenze neo-venete del Mola. Accanto alla sua vasta produzione pittorica, va ricordata la sua ricca ed eccellente attività grafica alla quale è rimasta legata la notorietà del suo nome. Anche in questo campo, dopo un primo momento di grande aderenza reniana, le sue incisioni più mature acquistano una luminosità spaziale per influsso carraccesco ed una tonalità neo-veneta che le fa annoverare tra le stampe più riuscite del Seicento italiano. Bibliografia Bartsch, 1819, XIX, n. 34; Nagler. 1835, p. 410; Le Blanc, 1854, I, p. 581 n. 33; Emiliani, 1959. n. 34; Bellini. 1980, n. 5. Etching, 1635 circa. Example in the second final state with the inscription "G. Renus in. Et fec" added at the bottom of the Beautiful example, printed on contemporary laid paper, in excellent condition. This etching derives from a well-known painting by Guido Reni from around 1623, now in the Pinacoteca Vaticana; in the same verse, with some small variations. ' On the basis of the subject, and the very close to Reni's in the smooth rendering of the etching sign, although with some uncertainties in the hatching, this print can be dated to Cantarini's first period of activity, between 1635-36, when he was in Bologna at Guido Reni's workshop. It was during these years that he began to devote himself to engraving, and his style is characterized by a very close adherence to the work of the master, so much so that many of his early prints were believed to be by Reni. According to a widespread iconography, Fortune appears in the allegorical representation as a naked woman running on a globe, in the act of pouring gold and coins blindly, to indicate the total randomness of the benefits of this goddess. Simone Cantarini known as the Pesarese or Simone da Pesaro (Pesaro, April 1612 - Verona, 1648) was an Italian painter, Baroque in style and belonging to the Bolognese school. Scholar and follower of Guido Reni, Cantarini moved away from his master, after a sensational argument they had which determined his estrangement from the school and the master, although his style was always very close to Reni’s. From 1639 he is found in Pesaro and afterwards in Rome, where he came to know Carracci and his classicist style and Mola. Together with his pictorial production, his graphic outoput has to be mentioned, for this is what gained real fame to him. The production of his mature age gained, though Carracci and Mola, brightness and richness in tones. That is why his works are considered among the most successful of his time. Bibliografia Bartsch, 1819, XIX, n. 34; Nagler. 1835, p. 410; Le Blanc, 1854, I, p. 581 n. 33; Emiliani, 1959. n. 34; Bellini. 1980, n. 5. Cfr.