Sacra Famiglia con Angeli
Sacra Famiglia con Angeli | Gravures | TESTA detto "Il Lucchesino" Pietro
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Sacra Famiglia con Angeli | Gravures | TESTA detto "Il Lucchesino" Pietro
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Détails
- Année
- 1640
- Format
- 299 X 233
- Graveurs
- TESTA detto "Il Lucchesino" Pietro
- Description
- Bartsh, 12; Bellini, 27; Cropper, 94
Description
Acquaforte,1640-45 circa, firmato in lastra in basso a sinistra “P. Testa”.Bella prova impressa su carta vergata coeva, rifilata al margine, in ottimo stato di conservazione.Il disegno preparatorio per quest’acquaforte è andato perduto, ma le grandi proporzioni e la struttura fisica degli angeli, indicano un’esecuzione ai primi anni del quarto decennio del sec. XVII, vicina a opere quali “Le Stagioni”; “Il Trionfo dell’artista virtuoso sul Parnaso” e alla pala d’altare per S. Martino ai Monti.Sulla destra, appare la stella araldica di Girolamo Buonvisi che, se non fornisce un’indicazione certa che la stampa sia stata realizzata prima del ritorno del Buonvisi a Lucca, in occasione della morte di papa Urbano VIII nel 1644, supporta comunque la datazione proposta sulla base dell’analisi stilistica. La storia del miracolo della palma che, durante la Fuga in Egitto, si piega alla volontà del Bambino producendo i suoi datteri per sfamare Giuseppe e Maria, è raccontata nel vangelo dello pseudo Matteo. L’albero qui rappresentato è un melo che rimanda all’albero della conoscenza e quindi all’albero della vita: Testa quindi riprende ancora una volta il tema sviluppato ne Il sogno di Giuseppe, cioè la Fuga in Egitto come inizio della via Crucis di Cristo. La vicenda artistica di Pietro Testa, detto il Lucchesino dalla sua città d’origine, è assai tormentata. Poco o nulla si sa del suo primo apprendistato nella città natale. Arrivato a Roma nel 1629, fu probabilmente dapprima a scuola presso il Domenichino, poi presso la bottega di Pietro da Cortona, suo vero maestro. Il carattere introverso dell’artista gli procurò comunque sempre difficoltà con ' i suoi colleghi: il Cortona infatti fu costretto a cacciarlo dalla sua scuola per l’atteggiamento di sprezzante superiorità assunta dall’allievo . Il Testa frequentò allora la casa del suo primo mecenate, il celebre collezionista Cassiano del Pozzo, per il quale eseguì disegni dall’antico. Fu probabilmente nella sua casa che conobbe il pittore Nicolas Poussin, che influenzerà profondamente la sua arte sia nella sua prima fase di adesione tizianesca ' al movimento neo-veneto, sia nel periodo più maturo, a partire dagli anni 1635 in poi, caratterizzati da un intellettualismo classicheggiante. Resta comunque il fatto che le sue incisioni (che ammontano a 40 tavole circa) furono considerate fin dall’antichità, a partire dal Sandrart e dal Baldinucci, le opere grafiche più importanti del '600 italiano. Etching, circa 1640-45, inscribed in the image in lower left “P. Testa”.Good example, printed on contemporary laid paper, trimmed at margins, in very good condition.No drawings survive for this etching, but the muscular figures of the angels and the grander proportions of the other figures, indicate a date in the early 1640s, close to those of “The Season”, “The Triumph of the Virtuous Artist on Parnassus” and the alterpiece for San Martino ai Monti.The heraldic star of Girolamo Buonvisi that appears on the left, does not provide absolute confirmation that the print was made before Buonvisi’s return to Lucca upon the death of Urban VIII in 1644, but it supports the stylistic evidence that the print was made close to that date.The story of meal miraculously produced by a date palm for the Holy Family on the Flight into Egypt is told by the Pseudo-Matthew.Testa inserts an apple tree, that refers to the Tree of Kowdledge and so to the Tree of Life: Testa is here taking up once more the theme developed in The Dream of Joseph that Christ undertook the Way of Cross when he fled into Egypt. Pietro Testa was called Lucchesino for he was born in Lucca. There are but a few news about his apprenticeship in his hometown; for sure, he went to Rome in 1629 to study in the school of Domenichino first and then, towards the end of the year, he moved to the studio of his real master, Pietro da Cortona. His introvert temper caused him a lot of troubles; Cortona, in fact, was obliged to send him away due to his hostile and disdainful behaviour. Testa went then to the house of his first patron, the famous collector Cassiano del Pozzo, and for him he realized his drawings from antiques. Maybe it was in this house that he met Nicolas Poussin who deeply influenced his art both in the neo-Venetian phase and the intellectual classicist one, from 1635. His engravings though, about 40 pieces, have been considered, starting from Sandrart and Bladinucci, the most important graphic works of the Italian XVII century. Cfr. Bartsh, 12; Bellini, 27; Cropper, 94