Siciliae Regnum
Siciliae Regnum | Gravures | MERCATOR (Kremer) Gerard
Siciliae Regnum
Siciliae Regnum | Gravures | MERCATOR (Kremer) Gerard
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Détails
- Année
- 1654
- Lieu d'édition
- Amsterdam
- Format
- 480 X 340
- Graveurs
- MERCATOR (Kremer) Gerard
- Thème
- Sicilia
Description
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nellâAtlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti â pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 â comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie ânuoveâ carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. RARO secondo stato edito da Jannsonius nel Descriptio Maris Mediterranei del 1654. Questo esemplare, di secondo stato con la modifica del cartiglio e l'aggiunta di elementi decorativi quali mostri marini e vascelli, è di paternità di Jan Jannsonius che modificò la lastra e la inserì nel suo raro atlante nautico. âSi tratta dello stesso rame della prima edizione dell'atlante di Mercatore, del 1589, pubblicato per l'ultima volta da Janssonius nel 1635 nel Theatrum Italiae. Il rame di Mercatore viene ritoccato da Janssonius, tra il 1635 e il 1636, nel cartiglio, che risulta abraso e interamente modificato e nelle ondulazioni a tratteggio del mare, del tutto scomparse, mentre vengono inseriti vascelli e mostri marini. L'impianto topografico e onomastico non è assolutamente modificato; rimane sul rame anche l'antico imprint editoriale, in basso a sinistra: "Per Gerardum Mercatorem Cum Privilegio". Questa nuova versione viene pubblicata per la prima volta nel 1636. Quindi, sebbene risulti pubblicata un anno dopo la Sicilia di Blaeu, non ha alcuna relazione con questa se non per il fatto che Blaeu utilizza la carta di Mercatore, cioè quella pubblicata da Janssonius, come proprio modello. La storia editoriale di questa mappa è alquanto complessa poiché è pubblicata in moltissime edizioni intermedie o varianti editoriali, in numero superiore a quelle da me segnalate nelle 'Altre edizioni'. Per un approfondimento maggiore si rimanda al lavoro analitico di Van der Krogt del 1997. à tuttavia abbastanza certo che questo rame ritoccato venne a sua volta sostituito in molti degli atlanti di Janssonius a partire dal 1646, allorché egli fece incidere una nuova carta della Sicilia (1645) con i propri dati editoriali, di dimensione leggermente maggiore. La carta mercatoriana continuò a essere utlizzata contemporaneamente e in alternativa alla nuova edizione del 1645 e venne stampata fino al 1666 quando fu inserita, per l'ultima volta, nell'Orbis Maritimum, pubblicato dagli eredi di Janssonius, con la sola aggiunta del numero 14 in basso a sinistra, a indicare la posizione della carta nell'Atlante. Joannes Janssonius (Jan Janszoon il vecchio) nacque ad Arnhem nel 1588, figlio di un editore e mercante di libri, Jan Jansz. le cui date di nascita e morte sono sconosciute, ma che tuttavia era già scomparso nel 1650. L'attività editoriale dei Janssonius andò ben oltre il piccolo paese di Arnhem, grazi.