8 cose che avevo previsto e cinque regole per difendersi dalla volatilità
8 cose che avevo previsto e cinque regole per difendersi dalla volatilità | Libri antichi e moderni | Ernesto Preatoni
8 cose che avevo previsto e cinque regole per difendersi dalla volatilità
8 cose che avevo previsto e cinque regole per difendersi dalla volatilità | Libri antichi e moderni | Ernesto Preatoni
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2016
- ISBN
- 9788849849585
- Autore
- Ernesto Preatoni
- Pagine
- 106
- Collana
- Varia
- Editori
- Rubbettino
- Formato
- 135×220×13
- Soggetto
- Economia, Unione Europea, Economia, Unione Europea (UE)
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Se l'economia fosse una scienza esatta e non una disciplina aperta a molte opinioni, le otto tesi di Ernesto Preatoni affisse all'albo del nostro Governo "italo-europeo" avrebbero avuto lo stesso effetto delle 95 tesi di Martin Lutero affisse sulla porta della Chiesa del Castello di Wittenberg. La "Chiesa" degli europeisti italiani è invece riuscita a farle considerare eresie. Per fortuna, nel volgere dell'ultimo mezzo millennio, il mondo è cambiato, altrimenti Preatoni sarebbe finito al rogo e il fuoco sarebbe stato alimentato con i suoi libri e i suoi articoli, come fecero con l'apostata Serveto. Lo scisma non c'è stato e ancora domina l'Europa con le "proprie" verità; l'euro è ancora al proprio posto e, con esso e in buona parte per esso, permane una bassa crescita reale e un'elevata disoccupazione in Italia e in gran parte d'Europa. Come ha scritto Preatoni, facciamocene una ragione e vediamo come possiamo difenderci: questo è lo scopo del suo nuovo lavoro. [.] Ciò che si proponeva e si propone Preatoni è di smuovere l'apatia di fondo della nostra classe dirigente che ancora crede che la politica praticata porti il Paese fuori dalla propria, più o meno lenta, decadenza, perché di questo si tratta, consegnandolo nelle mani di chi muoverà un ultimo passo verso il degrado. Il problema dell'Italia è l'inesistenza di un consenso attorno a un programma di rigenerazione delle prospettive di crescita economica e civile, che includa termini accettabili di permanenza nell'euro e nell'Unione europea.