APOFTEMMI DI PLUTARCO, MOTTI ARGUTI PIACEVOLI, E SENTENZE NOTABILI, COSI' DI PRINCIPI COME DI FILOSOFI.
APOFTEMMI DI PLUTARCO, MOTTI ARGUTI PIACEVOLI, E SENTENZE NOTABILI, COSI' DI PRINCIPI COME DI FILOSOFI.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1566
- Luogo di stampa
- Venezia
- Autore
- Plutarco
- Editori
- Giolito de Ferrari
- Soggetto
- LETTERATURA, FILOSOFIA, RINASCIMENTO
- Lingue
- Italiano
Descrizione
.Tradotti in lingua toscana per M. Gio. Bernardo Gualandi . con due tavole, l'una de' nomi de gli autori, l'altra delle cose più notabili. Un volume in 4to piccolo (15,5x22 cm) di (28)-632 pagine. Iniziali e fregi xilografici, marca dei Giolito al frontespizio. Legatura in mezza pergamena (forse settecentesca) a punte con tassello di titolo al dorso. Bell'esemplare genuino e fresco, senza difetti, della variante C dell'edizione originale dell'anno prima (la variazione si limita solo alla data sulla pagina di titolo). Monaco cistercense, poi chierico, studioso e traduttore (sua la versione italiana del De Asse et partibus eius del Budè), il Gualandi pubblicò gli Apoftemmi di Plutarco negli ultimi anni della sua vita. La raccolta del G., anche se è presentata come versione da Plutarco, in realtà "non è che una traduzione integrale degli apoftegmi di Erasmo": con una diversa disposizione della materia e con la sola aggiunta degli apoftegmi di Cosimo de' Medici alla fine dell'opera, l'operazione è tale che "se per un lato dissimula nel titolo e nell'ordine questa filiazione, per l'altro essa vien quasi ostentata nella fedeltà e nell'integrità della traduzione" (P. Cherchi, Polimatia di riuso. Mezzo secolo di plagio (1539-1589), Roma 1998).